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lunedì 31 luglio 2017 15:30:00

È accaduto per la prima volta nei Pirenei orientali, giusto 15 giorni sul preventivato. È sì vero che in questo caso si ricerca un contenuto di acidità spiccato e una gradazione alcolica potenziale nel succo che sfiori il 10%, che il vino da produrre è uno spumantino aromatico poco pretenzioso, così come è vero che in questo caso l’uva si presta anche a questa necessità, trattandosi di un moscato bianco a piccoli acini, però la notizia crea comunque curiosità e preoccupazione. Il moscato in questa zona prima del  1970 si vendemmiava a fine settembre, nel 2010 si è passati a fine agosto/inizio settembre e quest’anno a fine luglio: insomma qualcosa su cui interrogarsi c’è.

Gli studi fatti evidenziano che in questo areale, più conosciuto come Côtes-du-Roussillon, la temperatura media si è innalzata di 1,5 °C  tra gli anni 1971 e 2006, e  ciò è accaduto non solo in pianura ma anche in montagna. Secondo gli studiosi del luogo questa precocità, se sarà confermata negli anni a venire, produrrà anche un cambiamento sull’idro-sistema del Mediterraneo da cui non sarà immune alcun paese con le rive che vi si affacciano.

La notizia è questa, scarna ed essenziale, per testimoniare che qualcosa di veramente caldo si sta proiettando nel nostro futuro. Se da qualche parte non si movimenta l’immobilismo che attanaglia le decisioni dei politici, si potrebbe dover parlare tra qualche anno di deviticolturizzazione, e questa è una prospettiva che a noi decisamente non piace.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)