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giovedì 17 maggio 2018 08:30:00

L’articolo è di quelli che scompigliano il campo, al pari dei cavalli che attendono la mossa tra i canapi nel Palio dell’Assunta. Notizie del genere non si sa mai come prenderle, che siano delle fakes? Eppure il 1° di aprile è passato da un pezzo. Mah! Andiamo avanti sulla notizia riportata nella sezione scienza di thenextweb.com, magari facendo un po’ di briosa eno-ironia.

C’era una volta (usiamo il "c’era" perché non sappiano se ce ne sarà un’altra), un team di ricercatori universitari della California che in Cina sta sviluppando (sviluppando? Allora non c’è?) una bi-pillola (alcol-bipartisan) che decompone l’alcol presente nel sangue. Che colpo! - verrebbe da esclamare sfregandosi le mani e accarezzando le bottiglie; però dov’è stata fagocitata la scoperta? In quale Università? Silenzio assoluto!

Andiamo ancora avanti. Il contenuto della pillola, così ha sentenziato il team, rende possibile velocizzare il processo di “sobrietizzazione” aiutando il fegato a smaltire l’alcol (prego munirsi di apposito contenitore presso la locale azienda socio sanitaria).

Come funziona l’antidoto? Intanto sono due nano-capsule (costruite dalla Nasa?) contenenti due enzimi: uno converte l’alcol in acetaldeide e il secondo converte l’acetaldeide in acetato. Questo è il modo con cui il nostro organismo processa l’alcol, quindi la pillola ne velocizza l’esecuzione. L’esperimento è stato condotto sottoponendo una coppia di topi sbronzati ad arte (però euforici) al trattamento: uno con pillola, l’altro senza. Quello “pillolato”  ha dimezzato il contenuto di alcol nel sangue in quattro ore, mentre l’altro lo aveva ancora quasi tutto (però era ancora euforico).

Fin qui la lode. E dietro che c’è? Prima avvertenza. Si tratta di medicinale, quindi l’uso potrebbe dover essere guidato da un medico. Seconda avvertenza, anzi un dubbio. Il rimedio potrebbe essere fisicamente e psicologicamente peggiore dello smaltimento naturale, (forse è più adatto a chi è in coma etilico o in procinto di avvicinarsi); comunque nessuno pensi che stia arrivando la cuccagna del free-alcohol-drinking: è sottinteso, anche se non dichiarato, che avrebbe usi terapeutici o giù di li (forse potrebbero attivare un SOS/SDA: salvarsi dall’alcol). Comunque se il lavoro iniziato portasse alle conclusioni che si è prefisso e il tutto diventasse vero, non ci resterebbe che riformulare l’articolo togliendo tutto ciò che è tra parentesi, dopo di che, les jeux sont faits.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)