Statistiche

  • Interventi (1314)
  • Commenti (0)
martedì 12 settembre 2017 15:30:00

La Puglia esprime il suo impegno nella diffusione della cultura del vino attraverso il Primo Concorso del Miglior Sommelier di Puglia indetto dall’AIS.

Nella elegante location di Tenuta Moreno a Mesagne (BR), un’antica struttura caratterizzata da alti soffitti a mattoni, secondo l’architettura delle tipiche masserie pugliesi, avvolta da suggestivi uliveti, 18 sommelier, tutti in tenuta di servizio, hanno condiviso questa esperienza ricca di adrenalina.

A partire già dalla mattinata si sono cimentati in una prova scritta in cui attraverso domande aperte è stato esplorato il mondo complesso della viticoltura e dell’enologia. Ha fatto seguito l’analisi sensoriale e degustativa alla cieca, attraverso l’assaggio di due vini presentati ad etichetta coperta. Così al termine di una prima selezione, i tre finalisti, Antonio Riontino, Simone Botega e Mariella Brogi, hanno presentato un vino, esplorandone  il profilo tecnico attraverso una esposizione di tipo discorsivo.

Il primo posto è stato conquistato da Antonio Riontino, che ha ricevuto la targa come Miglior Sommelier di Puglia, mentre il secondo posto è andato a Simone Botega che, per la fluenza dell’esposizione, opportunamente accompagnata da giuste pause e gestualità, ha ricevuto la targa istituita dal magazine Vinoway.com come “Sommelier miglior comunicatore del vino Pugliese”, consegnata da Davide Gangi, Editor di Vinoway.com e giurato insieme al Presidente Nazionale AIS Antonello Maietta, ai Delegati delle province Pugliesi, al responsabile regionale della didattica AIS Giuseppe Baldassarre, a esperti della comunicazione e della ristorazione e al responsabile Concorsi Cristiano Cini. Ha fatto da cornice all’ambito concorso la seconda edizione di Puglia Perlage, la Rassegna Regionale dei vini Spumanti. La proclamazione dei vincitori è stata preceduta da una conferenza che ha  trattato il tema della spumatistica pugliese. Un incontro  riservato a cuochi, produttori, giornalisti,  blogger, comunicatori e addetti ai lavori, moderato dal giornalista Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba.

Sono intervenuti oltre ad Antonello Maietta e Cristiano Cini, Rocco Caliandro, Delegato AIS Brindisi, Vito Sante Cecere, Presidente AIS Puglia, Davide Gangi, Giuseppe Baldassarre, Luca Petrelli, Teresa Galeone, Chef di Già Dotto l’Arco, e Michele Peragine, giornalista. Sono giunti i saluti di Pierangelo Argentieri, padrone di casa per Tenuta Moreno e Presidente di Federalberghi, e dell’Assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia Leonardo Di Gioia.

All’interno della discussione sono stati  presentati i punti di forza e le criticità della produzione spumantistica regionale sia in relazione a quello che è stato il percorso del territorio a partire dagli anni ’70 in poi sia rispetto alle sperimentazioni di vitigni autoctoni. Una ricerca a che si è nutrita anche della possibilità di veicolare i nostri spumanti verso il mercato estero insieme al settore gastronomico. Un  modo trasversale per promuovere le eccellenze pugliesi.

Girolamo D’Amico della cantina D’Araprì ha raccontato la storia pionieristica del suo approccio al Metodo Classico con un vitigno autoctono, il Bombino Bianco, che ha poi portato al grande successo e al riconoscimento di questi spumanti di Puglia tra i più apprezzati. Ha tenuto a sottolineare come soprattutto l’entusiasmo e il desiderio di sperimentazione hanno caratterizzato i suoi primi tentativi  di spumantizzazione, caratterizzati da inizi difficili. Ma la sperimentazione con Metodo Classico anche con  altri autoctoni come il Susumaniello, ha dato grandi risultati anche alle Tenute Rubino, così come l’enologo Luca Petrelli ha tenuto a raccontare, descrivendone il percorso e annunciando una prossima uscita nel 2018 di uno spumante che ha fatto ben 60 mesi sui lieviti.

Risultano certamente più  vocati al Metodo Classico alcuni degli autoctoni pugliesi come quelli già menzionati e il Negroamaro. Mentre importanti risultati con metodo Martinotti li stanno ottenendo vitigni come il Moscato Bianco, il Moscatello Selvatico, il Minutolo e l’Aleatico, proprio per le loro caratteristiche e per la spiccata aromaticità. È questo che è emerso dal convegno, insieme alla panoramica sulla spumatistica pugliese, che trova la sua forza nell’originalità degli autoctoni.

Le mode, che non si astengono dall’influenzare anche l’enogastronomia, spingono verso un maggiore utilizzo di bollicine tutto l’anno e, soprattutto in estate, la piacevolezza del sorso a bassa temperatura fa aumentare i consumi. La ristorazione è il veicolo principe per far conoscere queste autoctonie e tipicità.

La giornata si è conclusa con l’evento conviviale, in cui le eccellenze della gastronomia pugliese sono stati abbinati a vini spumanti rappresentativi di tutto il territorio della Puglia, dalla Daunia fino al Salento. Bianchi e Rosati tra Metodo Classico e Metodo Martinotti hanno accompagnato i vincitori in un lungo brindisi con gli ospiti.

Luigina Simonetti – Vinoway.com (dal sito Sommelierpuglia.it)

Foto credits AIS Puglia: Giovanni Tinelli

 

IL VIDEO A CURA DI SIMONE SAVOIA

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)