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martedì 19 luglio 2016 15:30:00

Sardegna e Vermentino, oppure la Sardegna è nel Vermentino. Questo è il luogo comune più vissuto del vino dell’isola, in molti non riescono a staccarsi da Gallura e Vermentino, gli audaci arrivano al Cannonau, gli eremiti illuminati si osannano con la Vernaccia di Oristano. Invece c’è del bell’altro in Sardegna, ed è in un territorio che non ti aspetti (forse), la Barbagia. La storia recente ci racconta anche di un terroir banditesco, da Corbeddu a Podda, passando per Mesina, e trova il suo picco con De André e la Ghezzi segregati all’Hotel Supramonte. Oggi quella realtà non c’è più, e con fierezza non viene rinnegata, perché quelle genti sono così, d’una fierezza granitica, che è poi ciò che ci piace e ci attira di loro, i barbaricini. Quell’ancestralità così suggestiva l’abbiamo rivissuta in un vino Barbagia IGT, prodotto in 4000 bottiglie dall’azienda vitivinicola Giuseppe Sedilesu a Mamoiada. Il vino si chiama Perda Pintà, una spremuta tutta bio di un’uva autoctona  Granazza di Mamoiada, coltivata ad alberello antico per una resa di non oltre 40hl/ha. La vendemmia è 2014 e la gradazione, udite-udite, è 16,5%: un boom etilico. Ambrato non intenso, segnale di contatto con le bucce, di uso di barrique, di vendemmia ottobrina, consistente nel flusso. Sfiora l’intensità al profumo, ma ha complessità da vendere, sia nella scorza d’agrumi amari, nell’erbe seccate, nel mineralissimo effetto granito, nella nespola appassita, un po’ di curry e paglia. Nel profumo sembrano fondersi un tocco di viura da Vigna Gravonia, un po’ di malvazija di Fon e un mezzo Vin Jaune dello Jura. Si potrebbe definire l’ossidazione mascherata, come tradizione sarda di Mamuthones e Issohadores. Poi arriva al palato, e allora stiamo sulla difensiva per attutire il potente alcool, invece nisba, anche quello si è mascherato, c’è tantissima sapidità, uno stregante volume glicerico, della timida freschezza e una strisciata di tannino, come una frenata in durezza alla chicane: da applauso. Come abbiamo anticipato le bottiglie sono poche, 4.000, ma se ne adocchiate una, assaggiatevela.

In questo estratto dalla poesia Sardegna di Vincenzo Cardarelli c’è tutto, anche l’identità di Perda Pintà: Terra di vini forti, / patria di antichi pastori / e di donne calde, / fior del Mediterraneo, / fiorito al tempo che tutto era chiuso / nel nostro mare, / tu porti in te il profumo / d'un secolo cortese e venturoso.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)