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venerdì 29 settembre 2017 16:00:00

Quando si dice Douro la mente corre velocissima a ritroso da Vila Nova de Gaia e Oporto e risale il fiume fino alla straordinaria opera ingegneristica che è la diga di Miranda. Da lì terrazzamenti a non finire accolgono quell’universo a bacca nera del Touriga, nacional, francesa, barroca, insieme a tante altre, e il finale è automatico: Porto. Poi pensando al bianco ci viene anche in mente quella versione, che i portoghesi propongono come aperitivo.

Invece da quelle vigne scoscese e poco ospitali, illuminate da un sole scottante e assetate ogni estate che passa, si fa del sorprendente vino bianco secco.

Lo stampo enologico si è indirizzato verso una miscela di più uve nel tentativo, riuscito, di estrarre da ogni vitigno il proprio meglio e costruire una scacchiera organolettica dove i nostri sensi possono essere stimolati al meglio.

La tendenza  oscilla tra lo strizzare l’occhio al legno o accarezzare l’acciaio. Tre sono i fondamenti olfattivi: purezza fruttata, maturità floreale, mineralità terrosa e salina; a seguire erbette aromatiche e nell’immediatezza dell’imbottigliamento la fragranza. Invece al gusto si cerca tutta la sapidità possibile, tanto c’è già il Vinho Verde che spicca in freschezza.

Si presenta così, il vino Quinta Do Vallado, Douro Branco Doc, Reserva 2015, alcol 12,5%; è prodotto dall’omonima azienda a Peso da Régua, nel cuore della Valle. Le uve sono rabigato, gouveio, arinto, viosinho coltivate in biologico.

Paglierino al colore, miscela un olfatto di frutti esotici e pesca, un floreale di narciso e ligustro, un tono salino e una chiusura mentolata. Sapidissimo al gusto, alcol accarezzante, morbidezza vellutata, freschezza mediamente vivace (ma insaporisce) e lungo finale di bocca.

Quinta de Cottas, 10 ha di vigna a Cima Corgo,  se ne è uscita con un bianco da uve rabigato, arinto, viosinho e códega coltivate a 550 metri slm per preservare freschezza. Fermenta in legno nuovo, barrique francesi, e giace per sei mesi con le sue fecce fini. Chiaramente è un Douro Branco Reserva 2014, ha gradazione di 13 gradi e in etichetta spicca un bel “COTTAS”. Ha tinta dorata e luccicante, intensa con liquidità consistente. Ampio nel profumo. Ananas e  mela cotogna, biancospino e fiore della vite, noce di cocco e nocciola bianca, spunto di idrocarburo e finale cremosamente burroso.  Impatta le papille con un caldo avvolgente, subito punzecchiato da freschezza in versione agrumata e una sapidità che rilascia una salinità polverosa, finale scivoloso per apporto glicerico e chiusura “piccante” di pepe bianco. Gran vino.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)