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martedì 10 gennaio 2017 16:15:00

È uscita la classifica. La pubblica il sito www.independent.co.uk. La notizia non è commentata, per cui non sappiamo assolutamente il criterio con cui si è articolato il resoconto, presumiamo che in questo caso per “alcol” si intenda tutto, dal vino ai distillati, passando per la birra.

Rispetto alle classifiche apparse qualche anno fa la prima sorpresa è l’assenza nella parte alta di nazioni come Moldavia, che era addirittura sul podio.

Comunque al primo posto è balzata la Polonia, sull’onda di una verve di consumo a cui il vino ha dato certamente un buon contributo. Al secondo posto spicca la Germania, chiaramente qui il contributo del consumo di birra riesce a mantenere la nazione nell’olimpo. Sorprende un po’ il terzo posto del Lussemburgo, non se lo aspettava nessuno questa stabilità, vista l’instabilità finanziaria che ha attraversato il sistema bancario. In quarta posizione ecco la Francia. Anche questo sorprende un po’ perché il consumo procapite di vino è ancora in fase discendente. Seguono in classifica l’Ungheria e la Russia, quest’ultima è davvero una sorpresa visto tra l’altro l’embargo europeo per la crisi in Ucraina: avranno pranzato a vodka più del solito.

Settima posizione per la Repubblica Ceca e ottava per l’Estonia, mentre decima è la Lituania. Da questo elenco si nota che l’Est resiste nel suo consumo d’alcool, di certo quell’allargamento scaturito dalla politica dell’Europa ha contribuito a quell’inizio di benessere che ha privilegiato anche questo consumo. Manca la posizione numero nove, ci aspettavamo una nazione del vino, invece vi si è insediata l’Austria, non perché non faccia vino, ma lì non la vedevamo proprio.

Si tratta di una classifica europea. La Gran Bretagna non è elencata, però non si pensi che sia l’effetto Brexit, semplicemente non si rimpingua d’alcol al pari degli altri. E l’Italia? La caduta del consumo del vino non si è ancora del tutto arrestata, si sta un po’ riscoprendo il distillato, l’esplosione della birra artigianale è restata ancorata a un consumo di nicchia, quindi siamo indietro e ci chiediamo: se la Francia ha nel vino le nostre stesse problematicità di beva, che stanno bevendo? Risposta: beviamo meglio noi!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)