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venerdì 7 luglio 2017 15:30:00

Plenus è un vino bianco, prodotto dall’Azienda Agricola Marina Palusci a Pianella in provincia di Pescara. L’azienda, a dire il vero, è molto rinomata per la produzione di olio extravergine di oliva, tanto che la coltivazione dell’olivo sembra addirittura risalire al 1155 e da qui partì la selezione di una cultivar, chiaramente locale, come la dritta, che oggi rappresenta il 90% di tutta la produzione.

Dopo tutta questa straordinaria esperienza qualitativa nel mondo dell’olio, l’azienda s’è dedicata anche al vino, scegliendo la coltivazione delle uve montepulciano, pecorino, passerina e moscato rosa.

I terreni sono prevalentemente argillosi e beneficiano dell’influsso termico, come escursione, del massiccio della Majella, le altimetrie oscillano tra 200 e 300 metri.

Il Plenum Passerina è un Vino a denominazione IGT Colline Pescaresi, l’annata degustata è stata il 2015 e il volume in alcol è del 12%, bottiglie prodotte 6.000. Le vigne sono condotte in modo naturale, impiegano esclusivamente prodotti a base di rame e zolfo. La stessa naturalità è replicata in cantina, con vinificazioni con impiego di lieviti spontanei, pertanto sono banditi tutti gli additivi, compresi l’anidride solforosa e ogni altro intervento chiarificante o filtrante.

Il vino esce con limpidezza un po’ stentata, quasi assorbita in una velatura che si colora di un giallo dorato che si affievolisce nell’assenza di una pura rifrazione della luce, evidenziando però qualche atollo carbonico. È un corpo visivo che va indietro nel tempo, a quel mondo enologico non contaminato dalla tecnologia.

Il profumo è curiosamente capriccioso, miscela un erbaceo di paglia secca con un fruttato di nespola, un fondo di albicocca candita con le margherite di campo, la camomilla e la mimosa, e poi un finale che s’avvicina (sorpresa) alla farina gialla e alla zucca gialla.

La Passerina Plenum ha gusto sapido, con un’acidità che penetra nel sapore delle nespole zuccherate, nella susina gialla matura, per cui l’effetto rinfrescante lascia la scena alla mineralità e a un’impressione di calore molto misurata. Non ha un lungo finale di bocca, però finché è presente è molto gradevole. Che dire? Ne è valsa la pena e la penna.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)