lunedì 21 agosto 2017 16:30:00

Il mondo del vino è scosso dall’effervescenza. Questa tendenza è ormai prossima a un processo irrefrenabile, tanto che per alcuni areali viticoli, poco propensi alla bollicina, sta diventando quasi un’ossessione. Non passa giorno che non trovi qualcuno che proponga la sua versione di vino spumante, il grande problema è che frequentemente i prodotti proposti sfiorano la sufficienza. Che dire? Miglioreranno!

Con questo spirito ottimistico ci siamo avvicinati a un vino spumante portoghese, dal nome che è tutto un programma trattandosi di vino con microsfere, Eskuadro & Kompassu, soprattutto per la squadra, il compasso ben venga.

Ci ha attratto in questo vino l’impiego di solo uve nere, non per il 50% circa di Pinot nero, ma per la percentuale restante che impiega l’uva Baga.

Siamo nella Bairrada, areale vinicolo nella zona di Coimbra, poco sotto il Porto, zona questa costiera che trova terreno fertile per la vigna con fusione di argilla, calcare e sabbia. La viticoltura ha storia antica, subito dopo l’occupazione dei Mori, quindi è datata X secolo.

Le uve principali sono naturalmente quelle rosse, come Baga, Borrado das Moscas, Castelão Francês, Fernão-Pires, Tinta Pinheira e Rabo de Ovelha, a cui in epoca recente si sono aggiunti Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot e Pinot nero.

Nonostante la prevalenza del rosso, spesso ben fruttato di mirtillo e cassis, con tono mentolato, equilibratamente speziato, bello scuro nel colore e con trama tannica, ebbene questa zona è anche la più innovativa e storica per gli sparkling wines.

Ecco quindi Eskuadro & Kompassu, da uve Baga e Pinot Nero, quindi un blanc de noirs, versione zero dosage, vinificato con macerazione pellicolare, poi pressatura soffice e fermentazione, vendemmia 2014. Alla fine si crea la cuvée e si lascia fermentare in bottiglia e infine sostare sui suoi lieviti per 18 mesi. È prodotto dall’Azienda Kompassus Vinho ed è una joint venture tra João Póvoa (medico di professione e viticoltore per passione) e Anselmo Mendes, enologo: i due sono amici da sempre.

Il vino s’apre a una colorazione giallo paglierino con nuance ramate, dovute all’uva Baga. Ha intenso profumo di frutta a pasta gialla matura, dalla pesca al mango, dalla papaia all’arancio, per finire con note di melone bianco. Il floreale spicca per le note di gelsomino, poi sfiorisce in un tenue balsamico. Al gusto ha volume liquido molto soffice, con misurata energia da anidride carbonica, che disinteressandosi di essere un propulsore in freschezza, si scioglie in una variegata sapidità fruttata, che mostra un carattere nel complesso molto equilibrato ma non in sofferenza con un altro periodo di sosta in bottiglia.

Il vino è una sorpresa, ma ancor più sorprendente è il prezzo che circola tra i venditori online. Non supera i 9 euro. A Roma si direbbe: "Anvedi che robba"!

AIS Staff Writer

 

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