venerdì 10 giugno 2011 11:10:00

La casa natale di Cesare Pavese, a Santo Stefano Belbo, tra le dolci colline delle Langhe vestite di vigneti, anche quest’anno ha ospitato, il 5 giugno, la cerimonia di premiazione del  concorso: “Il vino nella letteratura, nell’arte, nella musica e nel cinema”. Il premio, indetto dal Ce.pa.m., Centro pavesiano museo casa natale, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Santo Stefano Belbo, ha lo scopo di sostenere la cultura del vino e del territorio. La cantina sociale Valle Belbo è lo sponsor ufficiale della manifestazione, che si affianca ad un’altra importante iniziativa del Ce.pa.m.: l’ottava edizione della collettiva d’arte a tema “Dioniso a zonzo tra vigne e cantine”, aperta dal 29 al 12 giugno, a pittori, scultori, e fotografi.

Il concorso letterario ha festeggiato quest’anno la sua decima edizione, che – come afferma il professor Luigi Gaddi, presidente del Ce.pa.m. – «è stata caratterizzata da una grande partecipazione e dalla elevata qualità delle opere presentate». La giuria, presieduta dalla professoressa Giovanna Romanelli dell’università di Milano e già docente alla Sorbona, ha valutato i numerosi lavori pervenuti. Per la “poesia edita” è risultato vincitore Francesco Leuzzi con il volume “Enolandia – vino, eros e poesia”. «Antologia enopoetica interessante – come sottolinea la motivazione – anche nella sua veste tipografica, che con cura e acume presenta una ricca e variegata scelta di testi, che offrono al lettore un panorama ampio e articolato in senso diacronico della letteratura sul vino». Per la “narrativa edita” il primo premio è andato a Giovanni Negri con il volume «Sangue di Montalcino». Il libro utilizza il genere del giallo e narra la storia del commissari Cosulich, chiamato a risolvere, nei favolosi luoghi del mitico Brunello di Montalcino, un caso di omicidio di un enologo di fama internazionale. Per la “saggistica edita” il primo premio è stato assegnato a Vincenzo Conti con il “Il vino nella maggiore letteratura mediterranea”, con la motivazione: «Libro di grande competenza e cura scientifica, prezioso per chi ha pratica di cose letterarie, ma accessibile anche a un pubblico meno esperto. Un viaggio nei millenni ancora vivo e coinvolgente perché ci parla delle comuni origini della civiltà del Mediterraneo».

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)