mercoledì 29 giugno 2011 10:00:00

Neanche la scienza offre più certezze: se un recente studio americano ha sostenuto che il surriscaldamento climatico non incide direttamente sull'aumento del grado alcolico del vino, ecco che nuovi studi australiani e californiani, pubblicati sulla rivista Global Change Biology, vedrebbero addirittura a rischio la sopravvivenza di tanti vigneti a causa del caldo.

I più preoccupati, in questo senso, sarebbero gli australiani: il periodo di maturazione si è allungato in media di quasi 2 giorni l'anno tra il 1993 e il 2009, alzando il tasso alcolico di molti vini. E le temperature più alte fanno soffrire le piante: «Di questo passo – spiega Leanne Webb del Centro Ricerche Csiro – entro 10-15 anni molte delle vigne non resisteranno e la qualità di quelle che restano diminuirà molto». Problemi con i quali, secondo uno studio presentato a Vinexpo 2011, dovrà presto fare i conti anche la Napa Valley, territorio più prestigioso del vino americano. E la vecchia Europa? Per ora sembra che i cambiamenti climatici la coinvolgano ma, almeno in parte, soprattutto nei paesi del nord, la aiutino: «I cambiamenti stanno avvenendo in tutta Italia – ha spiegato Domenico Bosco, responsabile vino di Coldiretti – ma il cambiamento climatico e il gusto stanno aiutando i vini dell'Europa continentale».

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)