venerdì 25 ottobre 2013 16:15:00

La notizia l’hanno data un po’ tutti nel continente asiatico, anche la stampa malaysiana ne ha parlato con un certo entusiasmo, accennando anche a possibile riscatto enologico di un continente che di enologico ha sempre avuto pochissimo e quel pochissimo nemmeno di tanto pregio.

Moët-Hennesy ha presentato al mercato indiano di Mumbai un vino rifermentato in bottiglia, ottenuto da uve coltivate e vinificate in India.

Il nome del vino è Chandon Nashik Brut, è una cuvée di Chenin Blanc, Chardonnay e Pinot Noir, le cui uve sono coltivate nella regione Nashik, a Dindori, nella parte occidentale dell’India, nello stato del Maharashtra.

Per la multinazionale del lusso, LVMH, l’intenzione è di creare un nuovo consumo culturale, o una nuova cultura del consumo tra la popolazione più giovane e sofisticata dell’India, chiaramente ricca e facoltosa, e che ha un occhio di simpatico riguardo verso le tendenze occidentali, verso lo stile di vita europeo.

Di certo le difficoltà esistono e forse i primi scalini da salire saranno i più difficili, però, visti e analizzati i numeri, un certo risultato dovrebbe essere conseguito.

L’idea commerciale è quella di creare un brand di lusso, che possa inserirsi in quell’iniziale accostamento al vino che in questi anni sta imboccando il proprio sentiero. Viaggiatori quindi giovani e cosmopoliti, a cui cucirgli addosso un vestito vinicolo che possa fidelizzarne il consumo.

L’area di vendita è stata individuata nei wine shop, nei lounge bar, nei ristoranti e nei night clubs della città di Mumbai, seguirà poi lo sviluppo in tutta l’India che conta.

Il territorio di Nashik ha tutte le potenzialità, a detta dei responsabili, per produrre uve sane e ben mature, con una maturazione tecnologica ineccepibile, così da offrire all’Indian Sparkling Wine (bianco) un potente fruttato, di frutta appena matura e un po’ di fragranza, una complessità senza un’articolata ampiezza, ma ben definibile e sottile. Ciò è dovuto all’altitudine dei vigneti e alle condizioni climatiche segnate da temperature moderate, da assenza di piogge monsoniche e una giusta illuminazione durante il ciclo vegetativo annuale della vite.

LVMH sta puntando molto in questo mercato, tanto che ha prodotto anche un vino spumante chiamato Chandon Brut Rosé, fatto con Syrah; di lui dicono abbia un esuberante concentrazione di fruttato a piena maturazione (ribes rosso soprattutto) e una serie di sensazioni gustative in cui la voluminosità gassosa s’immerge nella liquidità del vino riempiendola di svariati sapori: dalla freschezza fruttata, alla sapidità rinfrescante della guava.

Un wine writer indiano, Magandeep Singh, scrive: «In un paese con così tanti milioni di abitanti c’è sempre qualcosa da festeggiare o da celebrare, ed essendo lo Champagne un vino da “feste” e anche se è spaventosamente costoso (sarà venduto a 71€ ndr), giocherà molto sul fatto che è conosciuto, a dispetto del Cava e del Prosecco che sono ancora degli sconosciuti, mentre il Franciacorta tuttora non riesce a dare nell’occhio».

Se qualcuno di voi passasse da Mumbai o da New Delhi prima della fine del 2013, si ricordi di ricercare questi prodotti e brindare eventualmente anche alla nostra salute: tanto un brindisi fa sempre bene!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)