sabato 20 ottobre 2012 09:15:00

Rabobank ha pubblicato un’indagine sul commercio del vino sfuso nell’anno 2011. Il totale dei vino sfuso venduto è 37,23 milioni di ettolitri a un prezzo medio di 0,65 hl/litro.
Il primo paese importatore è la Germania e lo si può anche comprendere visto l’esigua produzione che la caratterizza.
Sorprende al secondo posto la Francia, che acquista a 0,3 €/litro, per cui si potrebbe pensare che non sia tutto per il mercato interno. L’Inghilterra importa 3,848 milioni di vino, ma il suo prezzo per litro è elevato, 0,92 €, forse c’è un po’ di riguardo per una qualità più che decente.
Anche l’Italia importa vino sfuso, si piazza al sesto posto e il prezzo medio di acquisto è di 0,46 €/litro.
Due dati sono curiosamente sorprendenti (ma non più di tanto). Il primo è relativo alla Svezia, non tanto perché importa vino sfuso, ma per il prezzo veramente al top: 1,46 € al litro; va anche precisato però che il 50% dei vini importati in Svezia nel 2011 sono sfusi.
Anche il mercato cinese è in fermento, si è già piazzato al settimo posto, e mostra un trend in ascesa; il prezzo è appetibile perché sfiora per un litro quasi 0,75 €

 

NAZIONE

MILIONI DI HL

PREZZO MEDIO €/L

GERMANIA

9,305

0,51

FRANCIA

5,244

0,34

INGHILTERRA

3,848

0,92

USA

2,345

0,77

RUSSIA

2,259

0,44

ITALIA

2,015

0,46

CINA

1,202

0,75

SVEZIA

0,966

1,46

PORTOGALLO

0,937

0,37

CANADA

0,927

0,71

 

Nello specchietto mancano alcune nazioni importanti come Spagna, Australia, Argentina, Cile e Sud Africa, forse sono quelle che esportano di più questa tipologia di vino. L’Australia, per esempio, esporta il 52% del suo vino in versione sfuso, e anche il bag and box sta aumentando, il prezzo medio dello sfuso, nel 2011/2012, è stato 0,79 € al litro.
Gli operatori sono preoccupati per l’andamento del 2013, in primis perché la raccolta è stata fiacca, per cui le tensioni che si innescheranno potrebbero portare a oscillazioni di prezzi.
Le prime avvisaglie si sono avute nei prezzi del vino bianco d’entrata, soprattutto in quello spagnolo che è passato tra agosto e ottobre da 0,45 € a 0,60 €/litro. Questo scatto verso l’alto dei vini bianchi, incluse le basi per spumanti da grande distribuzione, sta creando un po’ di parapiglia perché in questa situazione di crisi non è detto che la GD faccia buon viso a cattiva sorte.
Daniel Murphy, della Società Daniel Murphy Wine, attiva sul mercato della mediazione internazionale del vino, fa un’analisi proiettata nel medio periodo: «Siamo in un periodo di grande cambiamento, dove la produzione mondiale sta raggiungendo un livello di equilibrio in rapporto al consumo mondiale. Questo equilibrio è globale e alcune categorie di vino potrebbero veder sopraggiungere una carenza e altre trovarsi in situazioni di eccedenza». Alcuni grandi operatori, tedeschi soprattutto, hanno razzolato i mercati  del vino bianco per anticipare gli effetti di eventuali tensioni nel 2013; tensioni che diventeranno certezze, visto che le tre grandi nazioni produttrici, Francia, Italia e Spagna, hanno vissuto una vendemmia 2012 a regime ridotto.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)