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venerdì 3 maggio 2013 11:30:00

San Martino è un santo particolare. Innanzitutto è uno dei primi santi non martiri proclamati dalla chiesa, ma è santo non solo per la Chiesa cattolica, ma anche per quella ortodossa e  quella copta.

Si potrebbe dire che è un santo un po’ curioso, un po’ via di questa trasversalità religiosa e in parte per il fatto che fu ufficiale dell’esercito romano fino a cinquanta anni.

Durante il suo periodo militare, cioè fino al 356 d.C., seguì l’uso della tradizione dei militari romani di piantare vigne in qualunque luogo ritenuto vocato.

Di lui si racconta, o meglio si racconta che il suo asino un giorno mangiò dei tralci di vigna che erano stati legati e Martino dovette pagare il danno che il vignaiolo aveva subito.

Quando l’anno dopo tornò in quel vigneto, trovò la vegetazione diversa da quella delle piante che non erano state mangiate dall’asino e il vignaiolo gioiva per la salute delle sue piante.

In base a questa storiella molti assegnano a San Martino il merito di aver inventato la potatura, in questo caso sbagliando perché il responsabile sarebbe, semmai, l’asino.

Da ciò nascono vari patrocini per San Martino, fra cui il poco “nobile”, per un Vescovo, patrono degli alcolizzati. (sic!)

In alcuni parti d’Europa la tradizione popolare vede nel giorno di San Martino, 11 novembre, il primo giorno dell’inverno, ma anche l’occasione per far feste e bere il vino nuovo.

Simpatica è un’usanza tedesca. I bimbi la notte di San Martino mettono fuori dalla porta una caraffa di acqua sperando che la mattina dopo si sia trasformata magicamente in vino. Infatti se saranno fortunati, e spessissimo lo sono,  al mattino successivo al posto dell’acqua ci sarà del vino; non solo, ma accanto alla caraffa troveranno anche un dolce fatto a forma di ferro di cavallo a testimonianza che San Martino è passato di lì con il suo cavallo. (Storiella tratta da A Wine Miscellany, G. Harding, 2005)

 

Nell'illustrazione: Simone Martini, San Martino divide con il povero il suo mantello, affresco, Basilica di San Francesco, Assisi

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)