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Intervento di Franco Ziliani sabato 8 ottobre 2011 17:33:00

E’ davvero volato alto il discorso su vino, giovani, consumo consapevole, il ruolo dell’A.I.S., la centralità dell’agroalimentare in Puglia e in Italia, nel corso dell’ottimo, riuscitissimo convegno sul tema “Le giovani generazioni e l’alcol. Oltre i soliti luoghi comuni, che si è svolto stamane nella bella cornice del complesso di Torre del Parco.
Efficacemente moderato dal giornalista di Rai Uno Attilio Romita, che ha letto un messaggio da parte del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni (impossibilitata a venire a Lecce per impegni inderogabili presi anzitempo) dove si è espresso apprezzamento per l’impegno dell’A.I.S. nel proporre “un concetto del bere positivo e del gusto contro lo stordimento”, il convegno ha visto diversi interventi, dopo l’intervento del “padrone di casa”, il presidente dell’A.I.S. Antonello Maietta.
Sono intervenuti il Sindaco di Lecce Paolo Perrone, che ha reso omaggio al lavoro dei produttori di vino salentini, e ha confessato di essere stato “iniziato alla cultura del buon bere” da un amico come il delegato A.I.S. di Lecce Amedeo Pasquino, il presidente di A.I.S. Puglia, Vito Sante Cecere, che ha espresso il compiacimento dell’associazione per lo svolgimento del Congresso e per un convegno tanto qualificato.
Hanno poi parlato, nell’ordine,  Giuseppe Baldassarre (responsabile nazionale AIS Area Vino e Salute e medico geriatra), Vincenzo Carrasso (responsabile Didattica Ais Puglia, nonché coordinatore del Congresso), il giornalista Daniele Cernilli collaboratore di Bibenda e di A.I.S. Roma, ed il professor Giacomo Martielli (docente Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi Aldo Moro di Bari.
La chiusura è stata affidata a Dario Stefàno (Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia), al quale è stata tra l’altro conferita l’onorificenza di Socio Onorario dell'A.I.S. da parte del presidente Antonello Maietta.
Baldassarre, autore del bel volume Il bicchiere mezzo pieno, è partito da Platone, 2400 anni orsono, per compiere un appassionante excursus attraverso la storia dei rapporti tra l’uomo ed il vino e ha ricordato l’estrema pericolosità, anzi, il dramma sociale rappresentato dal fenomeno che coinvolge tanti giovani del binge drinking e peggio ancora dell’estreme drinking, citando statistiche allarmanti secondo le quali in Italia si comincia a bere troppo presto alcol, a 11-12 anni.
Ha ricordato che i danni causati dal bere bevande alcoliche in epoca precoce non riguarda soltanto il fegato, ma la metabolizzazione complessiva, il sistema osseo, e la memoria. Secondo Baldassarre le donne, che sono più brave e sensibili degli uomini nel degustare vino, sono più vulnerabili e in età giovanile dovrebbero cominciare a bere più tardi e bere la metà rispetto agli uomini. A suo avviso occorre rilanciare, e l’A.I.S. ne deve essere protagonista, una cultura del consumo consapevole e maturo abbinato strettamente al modello conviviale che vede il vino sposato intimamente al cibo.
Vincenzo Carrasso ha invece ricordato le esperienze in atto nell’A.I.S. Puglia che stanno portando l’associazione regionale ad attivare un rapporto di collaborazione con le scuole superiori fino alla formalizzazione di un protocollo d’intesa con il sistema scolastico che porti l’A.I.S. a svolgere un lavoro educativo presso i ragazzi, futuri consumatori.

Ricordata anche l’iniziativa di introdurre nel primo corso una lezione fuori programma riguardante gli aspetti salutistici del consumo di vino e bevande alcoliche per educare al bere consapevole.
Daniele Cernilli invece, di cui il presidente dell’A.I.S. Maietta ha annunciato la fresca nomina a “responsabile nazionale dell’area comunicazione” dell’Associazione, in un intervento a braccio ha esordito ricordando come dagli anni Sessanta ad oggi il consumo di vino pro capite in Italia sia passato da 100 litri a 45 e ha denunciato che “una parte dei giovani si fa anche di vino”, ma soprattutto di “bevande alternative prodotte da multinazionali dal sapore accattivante e a basso tenore alcolico, bevande che ti fregano anche senza che te ne accorgi”.
Una “roba colorata frizzantina dolce alcolica” la cui attrattiva per molti giovani privi di cultura del bere è innegabile. Ha denunciato anche l’estraneità alla cultura italiana della cosiddetta “cultura dello sballo”, figlia di una “cultura” che parte dagli anni Settanta, e ha proposto che il libro di Baldassarre, pieno di buon senso e di grande utilità, venga adottato come libro di testo in occasione dei corsi A.I.S.
Di straordinario livello l’intervento del professor Martielli, che meriterebbe di essere riportato testualmente e che ha offerto elementi di riflessione a chiunque, padre (o madre), abbia avuto modo di ascoltarlo. E’ stato difatti il rapporto tra adulti e adolescenti, tra modelli educativi proposti dagli adulti, accolti o rifiutati dai figli in età adolescenziale, ed esigenze dei ragazzi, il nodo di una disamina attenta, appassionata e di grande spessore culturale. L’interpretazione delle autentiche motivazioni di taluni comportamenti trasgressivi, come ad esempio il bere smodato e lo sballo, da bevande alcoliche molto più che da vino, tenuti dagli adolescenti, segnali di una fragilità emotiva, certo, ma soprattutto di una richiesta di aiuto e di ascolto rivolta ai grandi.
La sindrome di Peter Pan dell’adulto immaturo che si rifiuta o è incapace di crescere e non può essere un grande educatore e una figura di riferimento solida, la modalità del rapporto con i ragazzi, le loro esigenze di sviluppo, l’ansia di costruire una propria identità e rispondere a due domande basilari: chi sono e come mi devo comportare perché gli altri mi apprezzino. La capacità di rispondere a questi interrogativi contribuisce a formare l’identità dell’adolescente. Nessuno ha delle ricette per insegnare a padri e madri ad essere genitori e riuscire a dialogare con i figli adolescenti ed evitare che siano portati a tenere comportamenti trasgressivi: occorre “prepararsi ad essere genitori e saper crescere con i figli, credere fortemente al valore del dialogo e sapere ascoltare e avere tanta ma tanta pazienza. Perché gli adolescenti hanno bisogno degli adulti. E viceversa”.
Resterebbe da riferire dell’intervento di chiusura di Dario Stefàno (Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia), ma essendomi già dilungato in questo post e meritando i temi toccati da questo appassionato e sensibile uomo politico un approfondimento, rinvio il tutto ad un altro post di questo blog.
Veramente un convegno da cui si esce avendo imparato qualcosa.
Franco Ziliani

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)
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