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lunedì 29 settembre 2014 17:00:00

A Nuits Saint Georges, in Côte de Nuits, Le Meuzin taglia quasi in due il centro del villaggio dove la RN74 fa una specie di esse per poi allungarsi verso Vosne-Romanée. JCB ha sede accanto al torrentello, e JBC non è il nome di una banca – così sembrerebbe – ma l’abbreviazione di Jean Claude-Boisset, una delle nuove, e innovative, potenze enologiche della Borgogna.

L’azienda proviene dal mondo del commercio del vino, poi via via si è dedicata a sviluppare un discorso di ricerca qualitativa, focalizzando l’attenzione sugli scalini più alti della gerarchia.

Questo non ha distolto l’attenzione sulle versioni che stanno alla base della denominazione, e questo Bourgogne (Appellation d’Origine Contrôlée de Bourgogne) Chardonnay 2010 ne è la prova.

Nonostante i 4 anni trascorsi dalla vendemmia, e che per molti vini potrebbero già essere un incubo organolettico, il 2010 Chardonnay Les Ursulines (in onore dell’ex convento delle Orsoline in cui a sede l’azienda) è davvero impressionante.

Non tanto per un abito liquido colorato d’oro, peraltro luccicante, come se fosse stato lucidato con il Sidol, ma per l’essenziale assenza di inquinamenti – anche minimi – di principi ossidativi.

Ha infatti un profumo straordinariamente coeso tra residuali profumi secondari e quelli terziari. C’è quindi uno start up olfattivo con ampi profumi di frutta esotica: ananas, mango e papaia. Poi il fiore di ginestra, ma ancor di più quello del tiglio, sembrano essersi immersi nello zucchero liquido (che non è miele). Poi c’è il tocco speziato, ancora di vaniglia; una vaniglia che s’è tuffata nel burro che sta fondendo per fare il roux. Gusto esondante in morbidezza e sapidità, tanto che s’allunga in una voluminosità liquida che s’addensa come se si fosse aggiunto del burro demi-sel “Le Beurre Bordier – Esprit de Beurre; tanto che la persistenza aromatica finale esonda in un flavor strabiliante di Caramels Breton au beurre salé: che poi ricorda il gusto di una caramella mou salata.

È un vino di sostanza, complessivamente ben al di sopra di ciò che normalmente si incontra nella AOP base. Ha il prezzo di un Bourgogne e la qualità di un premier cru, per cui il suo valore commerciale è d’eccellenza. Una suggestione d’abbinamento: gelatina di pesce palla.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)