martedì 14 giugno 2011 11:00:00

L'Italia sorpassa la Francia e diventa il primo produttore di vino al mondo. A certificarlo, segnala la Coldiretti, sono i dati finali dell'ultima vendemmia comunicati dalla Commissione Ue. Nel 2010 l'Italia ha prodotto 49,6 milioni di ettolitri di vino, a fronte dei 46,2 milioni di ettolitri dei francesi che hanno subito un calo dell'1%.

«Il primato italiano viene confermato – afferma Domenico Bosco, responsabile del settore enologico della Coldiretti – anche al netto della feccia, calcolata al 5%. I dati sono forniti dalla Commissione Ue, a consuntivo. Riportano cioè la sommatoria delle denunce di produzione di tutti gli Stati membri. Il calo della produzione francese, anche a fronte di una maggior estensione territoriale di vigneti rispetto all'Italia, ha ribaltato la situazione permettendo il sorpasso».

La buona notizia è accompagnata da un'altra: continua anche nei primi mesi 2011, il trend positivo per l'export del vino made in Italy, con un incremento del 15% sul 2010. «Si tratta del risultato della crescita record, +31%, verso gli Stati Uniti – dice Bosco – che diventano per valore il primo mercato di sbocco, superando la Germania (che comunque mantiene il primo posto per quantità)». Bene anche l'export in Europa (+6%), impressionante e beneaugurante l'incremento verso la Cina, +146%. Per la prima volta inoltre, il valore dell'export di vino sui mercati esteri supera quello del mercato interno.

«Assistiamo – indica ancora il responsabile Coldiretti – a un'inversione: sul totale del fatturato la maggiore quota arriva dal mercato estero, pari a 3,93 miliardi nel 2010, e non da quello interno, "fermo" a 3,85 miliardi. E i presupposti per un'ulteriore crescita ci sono ancora, soprattutto verso i nuovi paesi consumatori». La stagione felice del vino italiano è legata in parte anche all'immagine che il vino italiano comunica ai nuovi mercati. «I vini made in Italy – aggiunge Bosco – oltre a offrire un miglior rapporto qualità-prezzo sono considerati più alla moda rispetto ai francesi, visti piuttosto come prodotti di lusso, di nicchia. Gli italiani, insomma, penetrano in una fascia di consumo di qualità, più smart e anche più vasta».

Il fatturato complessivo realizzato dal vino italiano nel 2010 è stato pari a 7,82 miliardi anche grazie al fatto che l'Italia, ricorda la Coldiretti, può contare su un numero di riconoscimenti, 504, maggiore rispetto alla Francia: 330 vini Doc 56 Docg, 118 Igt. Il motivo del sorpasso ? «Le avversità climatiche della passata stagione che hanno messo in ginocchio molti Paesi dell'Europa centrale. La Germania ha segnato -25% di produzione di vino, Repubblica Ceca -36% Ungheria -39%, Austria -35%, Romania -51%. Francia -1%, Italia invariata». Per un totale Ue di 157,2 milioni di ettolitri prodotti, in calo del 3,7%.

Il Ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano, ha così commentato la notizia del sorpasso per la vendemmia 2010-2011 che l'Italia ha compiuto sulla Francia, divenendo così il primo Paese produttore di vino al mondo:

«Con orgoglio possiamo annunciare di essere il primo paese produttore di vino al mondo, avendo superato anche in quantità prodotta la Francia. Un dato, quello dell'aumento della produzione, che viene esaltato dalle ottime performance che i nostri vini stanno ottenendo sul fronte internazionale, con l'aumento del 31% negli Usa nel primo bimestre 2011, che rappresenta la cartina di tornasole dello stato di salute del sistema produttivo. Siamo primi anche sul fronte della qualità, con oltre il 60% del prodotto che rientra nelle denominazioni d'origine, strumento da valorizzare. Possiamo ancora crescere, anzi dobbiamo farlo. Nei prossimi tre anni, il vino italiano potrà contare su un budget complessivo di quasi 500 milioni di euro da spendere sui Paesi Terzi per sostenere le vendite e promuovere l'eccellenza dei nostri territori. Il vino dovrà costituire un traino virtuoso anche per gli altri prodotti di qualità meno conosciuti del made in Italy. Oggi, comunque, è il momento di brindare all'impegno dei produttori di vino italiani che con competenza e passione portano in alto il valore del nostro Paese nel mondo».

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)