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lunedì 23 aprile 2018 08:30:00

È appena entrata la primavera e la discussione sul vino rosato per l’estate sta dilagando. Tutti sono già in attesa del dato di crescita che sarà pubblicato solo a fine ottobre. Già inquadrare il rosato come un riflesso di una stagionalità significa che il cambiamento/rinnovamento che tutti auspichiamo parte già in salita. Il rosato è per tutte le stagioni, quindi stacchiamo dal tenue cromatismo del petalo della rosa dell’estate: il rosato ha colore policromatico, molto più complicato del vino rosso. 

Per complicarsi la vita di degustatore basta incontrare il Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2016 prodotto dall’Azienda Agricola Valentini. Già osservando il colore ci si incunea nel mistero. Al pari dei misteri, è un colore riconoscibile per fede: bisogna credersi che sia un rosa dal rame acceso, quasi ossessionato di voler essere rosa gamberetto e fregolianamente tenue rosa corallo. Se poi l’incidenza luminosa lo colpisce con la giusta rifrazione, vira a un orange da macerazione.

Però luccica e ammalia. Raccogliere il profumo diventa quasi un dramma olfattivo: ha una leggerezza esplosiva che assale le incertezze del fruttato; ha tono olfattivo di succo di cranberry (mirtillo rosso americano) e melograno, un po’ di cardamomo e giaggiolo, twist di scorza di arancio e buccia secca di arancia grattugiata, uva spina rossa e masala. Al gusto la sua liquidità nasconde ancora un flusso pétillant che elettrizza delicatamente sia l’acidità e sia la sapidità, il sorso si fa goloso e il finale struggente, da mito.Alla domanda del titolo: il cerasuolo è un rosato? Una è la risposta, e la prendiamo in prestito da Doc Pomus: let the music spine like rosè wine.

AIS Staff Writer

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)