Statistiche

  • Interventi (1332)
  • Commenti (0)
venerdì 19 settembre 2014 12:00:00

Non arriva a 2.900 abitanti il comune di Chavany. Il dipartimento è quello della Loira, la Regione è Rodano-Alpi e il fiume che dà energia al territorio è il Rodano, infatti il territorio comunale si adagia solo sulla destra del grande fiume. Una ventina di vignaioli si danno un gran daffare per affermare la qualità delle uve viognier, marsanne e roussanne, tra questi spicca un certo Yves Cuilleron. Qui c’è della tradizionalità trigenerazionale e un indole agro-imprenditoriale, tanto che il vignaiolo Yves ha pian piano ampliato la localizzazione dei vigneti, allargandosi ad AOC come Saint-Péray e Cornas, Côte Rôtie e Crozes-Hermitage. La visione enologica di Yves non è predeterminata da pensieri o modi di fare, la sua filosofia è molto semplice: produrre le migliori uve possibili, in che modo? Osservando e ragionando sul da farsi.

Ha una produzione intrisa di poliedricità enologica, passa dai sontuosi rossi da syrah, al gamay, dai potenti Côte Rôtie al frivolissimo, ma non banale, Vin de France; però da ogni vitigno tira fuori l’interiorità più nascosta.

Saint-Péray Les Cerfs è un vino ottenuto da sola uva marsanne e dall’annata 2011 ne sono state prodotte poco meno di seimila bottiglie. I vigneti giacciono su arenaria e granito, su costoni ben esposti a sud-ovest, custoditi climaticamente dalle bizzarre liquidità del Rodano.

Ha fatto fermentazione alcolica e malolattica in barrique non nuove, sono stati usati solo lieviti naturali, poi è seguito un allevamento in barrique per nove mesi, con frequenti bâtonnage e senza travasi.

Lì dentro il vino ha maturato la propria complessità olfattiva, una complessità specchio della personalità della marsanne: tanti e tanti delicati effluvi amaricanti che abbracciano le famiglie fruttate, floreali e vegetali.

La marsanne è considerata la meno espressiva delle bianche rodaniane, per cui la sua interpretazione enologica è ausiliaria al roussanne e al viognier. Il suo corredo olfattivo è tutta sfuggevolezza: mirabelle, avellane, biancospino, paglia di grano. Al gusto la consistenza liquida si fa mediamente fresca, prorompentemente morbida però con sapidità in adeguata dose per elaborare un puntuale equilibrio.

Yves ha accettato la sfida della vinificazione in solitario della marsanne, l’allevamento in barrique ha costruito un po’ di complessità gusto olfattiva, ed è un vino interessante per il suo sviluppo aromatico amaricante, per giostrare in riconoscimento i non usuali e per sorprendersi. Contrariamente alla norma, questi spunti amarognoli altalenanti tra sapore e profumo non si assommano e quindi alla fin fine risultano portatori di una propria singolare eleganza.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)