domenica 11 dicembre 2011 18:57:00

Inarrestabile il cammino che i vini italiani di qualità compiono in giro per il mondo. Così irresistibile da conquistare sempre di più un Paese importante produttore di vino come la lontana Australia, dove i vini di casa nostra, anche grazie ad una progressiva presenza nei vigneti Aussie di molte varietà italiane, dal Nebbiolo al Sagrantino al Negroamaro, incontrano un crescente successo.
Lo dimostra il lavoro di tre specialisti di lungo corso come Matt Paul, Michael Trembath e Virginia Taylor, da molto tempo attivi nel wine business australiano, che hanno dato vita ad una società, Vino Italiano, che importa distribuisce e commercializza molti marchi italiani nella terra dei canguri. Basta visitare il loro sito Internet www.vinoitaliano.com.au molto ben fatto e vivace per scoprire quale intenso lavoro il trio stia svolgendo nella patria dei corposi Shiraz, non limitandosi a vendere ma promuovendo attraverso un lavoro culturale di comunicazione e promozione esteso a denominazioni, varietà di uve, zone di produzione.
Per saperne di più su realtà e prospettive del Vino Italiano in terra australiana ha intervistato Matt Paul (che come i soci viene regolarmente ogni anno in Italia trascorrendovi lunghi periodi) e penso che dalle sue risposte si possa facilmente capire come sul mercato australiano i nostri produttori possano tranquillamente puntare. Con ambasciatori del genere, il successo è assicurato! Buona lettura

Qualche informazione su di te Matt: quando e come é iniziata la tua storia con il vino e come é stata la tua formazione sul vino in Australia?
Stavo lavorando in un ristorante e cercando di saperne di più sul vino australiano quando ho incontrato Michael Trembath and Virginia Taylor (ora miei partners in Vino Italiano) che mi hanno introdotto al vino italiano. I primi due vini italiani che ho degustato sono stati Brancaia Il Blu 1994 ed il Pinot nero Villa Barthenau di Hofstätter 1994. Sebbene avessi una qualche familiarità con queste uve, fui sorpreso e stupefatto da come apparissero differenti dai vini ricavati dalle stesse uve che avevo bevuto sino a quel momento.

Qual’è la storia di Vino Italiano?
E’ una storia breve: abbiamo lanciato il sito Internet proprio quest’anno come una conseguenza diretta come punto di riferimento per i consumatori e la nostra attività di importatori di vini italiani.

Per quale motivo avete deciso di diventare importatori di vini italiani in Australia e di specializzarvi sui vini italiani e non su quelli francesi o spagnoli?
Mi piacciono i vini francesi o spagnoli ma sono innamorato del vino italiano. Con il vino impari qualcosa vendemmia dopo vendemmia, ma con l’Italia ci sono anche così tante varietà e regioni da scoprire! Sin dai primi due vini da me degustati è stato un meraviglioso viaggio e io benedico l’amicizia che ho potuto intrecciare con queste due aziende. Avrei potuto anche vendere vini francesi, ma il mio cuore non sarebbe stato così rallegrato.

Che genere di vini preferiscono oggi gli appassionati di vino in Australia? Preferiscono vini locali, o neozelandesi o del Nuovo Mondo o tendono anche a scegliere vini provenienti da altri Paesi come l’Italia?

Naturalmente lo Shiraz (dizione australiana per Syrah) è il rosso più popolare ed i Sauvignon della Nuova Zelanda sono i bianchi più popolari, ma i tempi stanno cambiando e l’Australia sta riscoprendo anche le sue diversità regionali, a mio avviso l’unica strada possibile. Anche il modo di produrre vini da noi è cambiato, i livelli alcolici si sono ridotti, minore l’uso e l’influenza del legno e viene data una grande importanza alla piacevolezza e bevibilità dei vini.

Puoi descrivere qual’è la scena del vino in Australia dopo la crisi economica. In che situazione si trova l’industria del vino australiana?
Non abbiamo sofferto pesantemente la crisi come altri Paesi e sebbene le persone tendano a spendere meno per ogni bottiglia di vin, stanno ancora spendendo. L’industria del vino australiano deve affrontare un grande cambiamento. Stiamo guardando verso molte varietà alternative come il Negroamaro, che si adatta meglio al nostro clima caldo e la nostra sfida consiste nel mostrare al mondo che siamo capaci di fare molto meglio di semplici “bombe di frutta” da esportazione…

La crisi economica ha cambiato il mercato del vino in Australia? Le persone che prima erano disposte a comprare e bere vini sono ora disponibili a pagare lo stesso prezzo per i vini che pagavano prima della crisi?
Il nostro mercato è rimbalzato indietro ed un dollaro australiano forte significa che possiamo spendere nei vini importati. Tuttavia la situazione economica globale è molto mutevole soprattutto in Italia, e siamo cauti. Credo che la grande scommessa consiste nel competere con mercati emergenti come quello cinese. Puoi darmi un’idea di quello che si paga oggi mediamente per una bottiglia di buon vino in Australia in un negozio o in un ristorante? 25 dollari in enoteca (19 euro) e 60 dollari (45 euro) al ristorante.

Le persone in Australia preferiscono bere vini al ristorante o a casa? Il consumo domestico è più importante ed in crescita del consumo al ristorante?

Il vino sta progressivamente sostituendo la birra come bevanda principale. Gli australiani possono trovare un vino da bere pressoché con ogni cosa, il Riesling con il cibo Thai, il Pinot nero con quello giapponese, lo Shiraz con quello del Medio Oriente. Come popolo siamo multiculturali, ma lo siamo anche nelle scelte in materia di cibo e di vino. Basta visitare qualche casa e si trova facilmente una combinazione di stili di cibi e vini diversi. Al ristorante la pratica del vino al bicchiere è molto popolare e molti ristoranti propongono una selezione fatta dai sommeliers.

Quali sono i vini esteri preferiti dagli appassionati di vino australiani e che posto hanno i vini italiani?
I Sauvignon della Nuova Zelanda, lo Champagne ed i vini della Borgogna francesi ed i vini spagnoli sono in crescita. I vini italiani hanno una buona presenza dovuta al loro legame al cibo italiano che è molto popolare da noi. Inoltre gli australiani che viaggiano amano venire in Italia e spesso una volta ritornati vanno alla ricerca dei vini che hanno scoperto durante le loro vacanze.

Nel portfolio di Vino Italiano ci sono vini di diverse regioni, vini di aziende come Umani Ronchi Marcarini Conterno Fantino Franz Haas Tenuta San Leonardo Pieropan Poggio Antico San Giusto Felsina Rocca di Montegrossi Jermann Ronco dei Tassi Bellavista Costaripa Villa Matilde Boscarelli Costanti Elena Fucci Poderi Colla,etc. Con quale criterio scegliete i vini e le aziende italiane? Secondo il vostro gusto, le possibilità che pensate abbiano sul mercato Aussie o che altro?
Dobbiamo per forza di cose considerare il mercato, specialmente il prezzo di vendita, perché la tassazione sul vino è molto elevata in Australia. Ci sono tre considerazioni base: vini che amiamo bere, vini che parlano della loro origine e aziende con le quali possiamo fare un grande lavoro di collaborazione perché dopo tutto si tratta di qualcosa che riguarda il business e non solo.
Abbiamo lavorato con Leonildo Pieropan e la sua famiglia per molti anni e quando cominciamo a lavorare con una nuova azienda abbiamo l’obiettivo di sviluppare lo stesso genere di collaborazione. Come specialista nell’importazione di vini italiani, credo anche che dobbiamo rappresentare la diversità dell’Italia del vino. Due anni orsono, quando non era disponibile alcun Lambrusco di qualità in Australia, abbiamo pensato di cominciare a collaborare con Lini e di cambiare la percezione del mercato verso il Lambrusco e verso quella che era la sua antica immagine, non molto positiva.

Qual’è la situazione attuale in Australia per i vini italiani? E quale l’immagine dei nostri vini?
La cosa potrà anche sorprendere ma ci sono un sacco di varietà italiane piantate in Australia e svariate con validi risultati. Le più popolari sono Nebbiolo, Sangiovese, Glera e Pinot Grigio, ma anche Sagrantino, Montepulciano, Negroamaro, Vermentino e Fiano. Questo rappresenta un aspetto positivo per il vino italiano e apre nuove strade verso i consumatori che non hanno scoperto prima un vino italiano.
Generalmente i vini italiani sono molto ben accolti anche se c’è ancora molto da fare. I francesi sono molto in vantaggio sugli italiani nella promozione delle loro regioni e dei loro crus e io cerco di presentare e parlare di Barolo, Chianti e Brunello nello stesso modo che utilizzo per i vini della Borgogna. Una delle cose più difficili è la confusione relativa alle Doc e Dogg e alla legislazione sul vino italiano che a mio avviso è diventata un gran caos. Io invito i miei clienti a prestare attenzione ad una cosa in particolare, il produttore, il produttore, il produttore!

Gli australiani conoscono i vini italiani o devi ancora fare opera di apostolato come un missionario nel presentare la ricchezza (di uve, denominazioni, terroir, nomi) dei vini italiani?

Direi un po’ entrambe le cose. Il mercato conosce i vini più popolari come il Chianti sebbene la loro percezione magari risale all’epoca del fiasco. Regioni e vitigni meno noti hanno bisogno di tempo per farsi conoscere e apprezzare. Così apriamo le bottiglie e invitiamo le persone a degustarle e raccontiamo le loro storia, da dove vengono e come sono fatti i vini. Non è un successo travolgente, perché occorrono anni per educare il consumatore.

Quali sono gli elementi maggiormente apprezzati in Australia nei vini italiani? Vengono preferiti vini da varietà internazionali autoctone o anche vini da varietà autoctone?
Per prima cosa direi che vogliono gustare qualcosa di diverso. Noi produciamo dei buoni Cabernet in Australia e così gli appassionati quando vogliono bere toscano normalmente scelgono il Sangiovese. La principale differenza tra i vini italiani e australiani è che i vini italiani sono dotati di una fantastica acidità rinfrescante. E la differenza si coglie facilmente, soprattutto a tavola, con molti marmellatosi e iper legnosi Shiraz di casa nostra…

Che suggerimento vi sentite di dare ai responsabili del vino italiano e ai produttori per promuovere i vini italiani presso gli appassionati di vino australiani?
Di dimenticare che il loro vino è una Docg o che è popolare a New York. Da noi un buon rapporto prezzo qualità è sempre il migliore punto di partenza. E poi niente tappi sintetici, grazie!

La vendita di vini italiani in Australia è un business in crescita? Cosa fate per promuovere al meglio i vini italiani nel vostro negozio?
E’ sicuramente in crescita, e continua a crescere. Siamo un grande Paese con una popolazione non molto numerosa ed il mercato oggi è molto affollato. Noi organizziamo regolarmente degustazioni e la presenza dei produttori fa parte del tipo di educazione al vino italiano che amiamo fare.

Matt quali sono i tuoi preferiti vini italiani e le tue regioni del vino preferite?
Il Nebbiolo è la mia uva prediletta e le Langhe la regione preferita, ma amo molto anche il Sangiovese. Ci sono così tante regioni da scegliere e questo rappresenta uno degli aspetti più belli del lavorare con i vini italiani. Mi piacciono dal Lagrein al Nerello Mascalese e ogni giorno ho la fortuna di poter selezionare qualcosa di diverso da scoprire e gustare.

Come vedi il futuro del vino italiano in Australia?

Oggi i vini italiani sono ancora migliori di un tempo e ci sarà sempre un solido mercato per i grandi vini come Barolo, Brunello, Amarone della Valpolicella e man mano che il nostro mercato maturerà potremo esplorare via via nuove regioni e varietà.

Intervista a cura di Franco Ziliani

 

 

 

 

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