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venerdì 30 dicembre 2016 12:30:00

Olio extra vergine di oliva Made in Italy? Macché, anche Made in Japan.

In Giappone nel comune di Miyazu, prefettura di Kyoto, hanno cominciato  la coltivazione dell’olivo. Miyazu è situata a nord di Kyoto, famosa per Amanohashidate, uno dei più bei golfi del mondo. Si tratta di una lingua di sabbia lunga circa tre chilometri e abitata da circa 8000 pini.

La coltivazione è iniziata nel 2014, per adesso hanno piantato circa 700 piante di olive. Le cultivar sono miste: nevadillo blanco, manzanillo, mission e lucca. Poi nel 2016 hanno aggiunto anche delle varietà italiane: frantoio, leccino, leccio del corno, itrana e pendolino.

La difficoltà di coltivazione dell’olivo in Giappone è dovuta al clima, per effetto dell’umidità e di un periodo di pioggia ben intenso tra giugno e luglio, che s’allunga con i tifoni a settembre. La posizione di Miyazu attenua quegli effetti climatici non molto favorevoli, affacciandosi nella parte nord del Mar del Giappone, e il golfo crea un clima molto mite; per ora non ci sono stati grossi problemi e il tutto sta andando avanti.

La cosa sorprendente del Giappone è che gli olivicoltori fanno “Tè da foglia di olivo”, cosa che in Italia facevano tantissimo tempo fa. In Giappone hanno la cultura del Tè verde, per cui hanno pensato di utilizzare le foglie di olive, che hanno  gusto amarognolo accompagnato da leggerissima tendenza dolce.

L’olio in degustazione,  che si potrebbe chiamare Amanohashidate, è ottenuto dalla mono cultivar mission, introdotta in Giappone dall’America nel 1908.  Originario della California, si è diffuso per la sua capacità di maturare tra ottobre e metà novembre, naturalmente la raccolta è manuale.

Il colore dell’olio è verde smeraldo, come il tè verde giapponese. Il profumo non è molto intenso, però ha note graziosamente eleganti, come rucola, erba tagliata, pepe nero, mela verde e leggera dolcezza in versione mandorla bianca fresca.

Il gusto in bocca si espande con una leggera sensazione di pepe verde, come se mangiassimo un’insalata di rucola condita con olio extra vergine di oliva dal tono verdeggiante. La persistenza non è lunga, però la bocca rimane leggermente, e molto piacevolmente, piccante e la chiusura che ricorda il tono verde è molto raffinata. Il voto raggiunge 88/100.

Suggerisco un abbinamento su pesce crudo, come sashimi di pesce azzurro, per esempio, sgombro, sugarello e sardina per  loro grassezza leggera.  Potrebbe andare bene anche un’insalatina di arancia oppure di mandarini con aggiunta di pepe. Oppure, passando all’Italia, della minestra di verdura o zuppa di fagioli, dove il leggero accento di verdeggiante dell’olio insaporisce il gusto della tendenza dolce.

Yoko Nakajima

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)