lunedì 18 novembre 2013 16:30:00

Il 47° Congresso Nazionale

Avevamo nitida la sensazione che il 47° Congresso Nazionale sarebbe stato un evento di elevato profilo. Gli ingredienti c’erano tutti: la Toscana, una regione dall’immenso prestigio vitivinicolo, Firenze, città di grande valore storico, artistico e culturale, gli ambienti della Stazione Leopolda, dove si respira un’atmosfera che stimola la libera espressione della mente. Senza trascurare un’interminabile batteria di degustazioni di notevole pregio, condotte senza enfasi, ma con calibrata precisione, da alcuni dei più validi degustatori dell’AIS, e gli oltre 600 produttori eccellenti che hanno messo a disposizione i loro migliori prodotti a più di 7.000 visitatori. Abbiamo acceso i riflettori su alcuni temi di particolare interesse per il settore enologico in due differenti convegni, con l’intento di creare attenzione verso il mondo del vino, fornendo ai consumatori una corretta informazione.

Fra tutte le definizioni che ho potuto ascoltare durante il nostro recente Congresso Nazionale, ho scelto quelle che, a mio parere, più si adattano a descrivere il clima che tutti abbiamo vissuto nelle due intensissime giornate: “il Congresso dell’orgoglio” e “il Congresso della coesione”.

E ancora, l’abnegazione degli oltre 500 sommelier impegnati nel servizio, uno stuolo di infaticabili appassionati, consapevoli di rappresentare, attraverso il loro lavoro, l’avanguardia della divulgazione del vino di qualità. La soddisfazione di aver assistito a una massiccia partecipazione dei giovani a tutte le nostre attività. L’orgoglio di appartenere a un’Associazione che non è mai stata e mai vorrà essere identificata come un sodalizio elitario. La gioia di essere stati testimoni di emozioni impagabili.

La forza motrice di tutto questo è stata la condivisione dei valori morali che contraddistinguono l’Associazione Italiana Sommelier.

Grazie, di cuore, a tutti

 

Antonello Maietta

 

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)