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giovedì 21 settembre 2017 16:30:00

Era il 2015 quando una ricerca scientifica  affermava che una bottiglia di vino è apprezzata di più se si sa che ha costo maggiore. L’affermazione generò come di consuetudine dei pro e dei contro, ma i suoi effetti non ebbero strascichi. Quest’anno l’argomento è tornato alla ribalta.

Scientific Report ha pubblicato uno studio (agosto 2017) in cui alcuni ricercatori hanno definito il meccanismo un effetto placebo e indicato perché accade.

In realtà ciò potrebbe spiegare tutto e il contrario di tutto se non si chiarisce perché si ha questo effetto. Lo studio messo a punto dall’Università di Bonn tenta di chiarire il perché con un articolato intervento di esperimenti degustativi somministrati a trenta persone.

L’esperimento è consistito nel far degustare un centinaio di vini, divisi in sessioni di tre, dicendo loro il livello di prezzo (3, 6 e 18 €) e chiedendogli di assegnare una valutazione qualitativa fino a 9 punti. In realtà non si trattava di vini ma di un solo vino ogni tre segmenti degustati. Risultato: le persone tendono ha qualificare il campione che sanno più costoso come migliore.

Per cercare di trovare il perché, l’esperimento è stato condotto mentre le persone giacevano in uno scanner per risonanza magnetica. Questo ha consentito di analizzare quale parte del cervello è più attiva quando pensa di degustare un vino più costoso.

Una regione è la corteccia prefrontale capace di integrare nuove informazioni provenienti dall’esterno con ciò che risiede nella memoria a lungo termine, pertanto può elaborare la comparazione dei prezzi e creare delle aspettative. Questa è anche una regione che ha mostrato di avere un ruolo decisivo nel rispondere all’effetto placebo con medicazioni contro dolore e ansietà. Questa zona è stata usata dai degustatori per riflettere sulle informazioni del prezzo del vino e di quanto potesse essere più o meno costoso in relazione al piacere del gusto.

L’altra zona interessata è lo striato ventrale, coinvolto nei processi cognitivi attivato da stimoli associati alla ricompensa e alla motivazione. Questi due stimoli quando entrano in azione aiutano a spiegare come un prezzo più alto induca con l’inganno il cervello ad attendersi aspettative più alte, e sentirsi più ricompensato quando la persona degusta il vino di cui si conosce che il prezzo è più alto.

Alla fin fine i ricercatori stanno cercando di sapere se è possibile sopprimere questo effetto placebo intervenendo sul cervello (sia chiaro non chirurgicamente) per non fargli attivare il sistema della ricompensa.

C’è però un altro semplice sistema, lo dicono anche loro. Basta assaggiare i campioni in totale anonimato. L’anonimato però evidenzia la perdita di un aspetto pseudo-ludico, cioè sapere che si sta sorseggiando un vino costoso ti fa più felice.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)