mercoledì 21 settembre 2016 15:00:00

Nel 1834, nell’America del Nord, venne avvistato un fungo che produceva un’infezione sulla parte inferiore delle foglie, quella più ricca di stomi, questa infezione fu chiamata “Peronospora”.  In Europa, in Francia, arrivò nel 1878, poi si diffuse in tutta Europa divenendo un vero e proprio flagello tra la fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, in abbinamento alla fillossera. In Italia fu vista nel 1879. La peronospora ama la vite, le sue foglie ricche di stomi la ospitano con naturalità, soprattutto perché c’è dell’acqua; la sua diffusione va ad attaccare tutte le parti erbacee, quindi foglia, infiorescenze, tralci, acini e grappoli. Il vino ottenuto da uve affette da peronospora è povero di alcol, scarso di colore e con molta facilità prende il “girato”. Giusto per info, si ricorda che il girato è la degradazione dell’acido tartarico da parte dei batteri lattici, il risultato finale è l’aumento dell’acidità volatile e un decremento dell’acidità totale. Era una malattia più comune nei rossi che nei bianchi, il colore si presentava torbido, dalla tinta cadaverica, è l’odore deviava anche in sentori di feccia, così come il gusto, amaramente marcio.

Gli interventi per prevenire su questa malattia sono svariati e tutti efficaci se si colgono i giusti tempi di intervento, alcuni sono più naturali altri meno, ma il terrore che procurò agli inizi del Novecento non s’è più ripresentato.

Lo scorso agosto è stata annunciata una scoperta che rivoluzionerà i sistemi di difesa contro la peronospora, fino – forse – a debellarla completamente.

Si tratta di una micro alga trovata nel mare di Bretagna dai ricercatori dell’INRA, l’istituto francese di ricerca agricola, la cui efficacia distruttiva è del 100%, e ciò allontanerebbe per sempre i pesticidi dai vigneti. Non solo, la micro alga avrebbe effetto anche sulla Botrytis e su altri sette funghi che provocano problemi alla vite.

C’è ancora della segretezza sulla modalità di uso e d’intervento di questa  alga trasformata in polvere. I test finali saranno fatti a partire dall’aprile 2017 a Bordeaux e in Cognac. Per ora assicurano che sono stati tempestivamente efficaci e risolutivi nei confronti della Peronospora causata dal fungo Plasmopara Viticola. Il prodotto sarà completamente biodegradabile, quindi rispettoso della biodinamicità ambientale.

I ricercatori, dopo questa scoperta, sono convintissimi che la natura possieda tutte le potenzialità per risolvere i propri problemi; rispettarla, studiarla e comprenderla significherà trovare le soluzioni naturali per combattere tutte le malattie che aggrediscono la vite. La purezza in vigna ha fatto un altro passo.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)