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lunedì 28 novembre 2016 16:00:00

Siamo sulla Chiantigiana, quella che fu la SS 222, che da Firenze collega Siena, passando da Panzano, Castellina e Quercegrossa, un paesaggio intriso di pura toscanità.

E di pura toscanità si parla anche nel Podere Ema, azienda (di giovani) nata per dedicarsi all’autoctono, al “Puro Toscano”, impiegando solo tre vitigni: sangiovese, colorino e foglia tonda. La cura maggiore è dedicata al vitigno foglia tonda, pianta vigorosissima se potata a guyot, però scarsa nella prospettiva qualitativa. Quindi va messa a dieta ferrea con cambio di potatura e intervento di taglio post invaiatura, questo garantisce una salvaguardia qualitativa, con tinta decisamente ben colorata, alcool abbondante, preservazione del fruttato fresco e fragrante, e amalgamana strutturale che crea corposità senza abbandonare l’eleganza.

Oltre a questa custodia ampelografica fasciata di toscanità, Podere Ema impiega giare di terrocotta dell’Impruneta, quasi a saldare la terra da vino e la terra da cotto. Del foglia tonda si dice che sia perfettibile nella coesione liquida con il sangiovese e si illumini di vivacità cromatica a contatto con il colorino.

Nocchino è infatti vino da sangiovese per circa il 70%, foglia tonda 20% e colorino. L’annata 2015 ha tinta rubino acceso da un orlo porpora. La fragranza è essenza rinfrescante di fiori e frutta, c’è anche un po’ di erba aromatica, che sia rosmarino?  Ha una certa naturalità speziata, di pepe in grani. Gusto di spessore tannico, non ruvido né sabbioso, tanto che l’apprezzamento va al bilanciato intervento dell’alcol nella saldatura strutturale, che rilascia un finale gradevolissimo di iris e mora di gelso.

Infine il Fogliatonda, Igt Toscana, anno 2015: una vendemmia davvero a sfiorare il top enologico del varietal.  Il rosso scuro è dimensionato sulla tinta rubino e il bordo violaceo lo energizza di lucentenzza. L’intensità fruttata è molto attraente, e se nell’impatto la ciliegia “scura” sembra voler spazzare via la concorrenza, una più riflessiva analisi cattura una susina a polpa rossa, dell’arancia tarocco, glicine e giaggiolo, spezia dolce e tenero erbaceo. Molto succosa è la sua liquidità, dà sapore e consistenza, freschezza e calore d’alcool, tannino  in ovattata astringenza e finale ripercorso da un’emotività fruttata. Se il foglia tonda è così, ben venga e che abbia lunga vita.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)