IN EVIDENZA: LA CUCINA ITALIANA IN 100 PAESI DEL MONDO

È stata presentata in anteprima presso la suggestiva sede di Villa Madama a Roma la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, evento giunto alla seconda edizione che vedrà le forze congiunte di vari ministeri impegnate nell’organizzazione e realizzazione di 1000 eventi in oltre 100 paesi del mondo, che si terranno dal 20 al 26 novembre.
Progetto ideato e coordinato dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese dopo la firma – nel 2016 – del Protocollo d’Intesa per la valorizzazione all’estero della cucina italiana di qualità, vede coinvolti il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
L’idea è nata dalla necessità di tutela e valorizzazione dei prodotti a denominazione protetta, ma anche da quella di sviluppare ulteriormente uno dei settori maggiormente strategici del nostro Paese, l’asse portante su cui – anche in tempo di crisi – possiamo continuare a contare: quello Agroalimentare. 4 mila varietà di formaggi; 800 varietà di uva; 200 tipi di pasta; 150 anni di esperienza nella realizzazione di passate di pomodoro; 600 varietà di prosciutto; 70 paesi in cui importiamo il nostro olio e il più alto numero di prodotti certificati al mondo. Questi sono solo alcuni dei dati che ci contraddistinguono in questo settore.
Questa seconda edizione vede poi il sostegno degli enti coinvolti per la candidatura a patrimonio dell’Unesco di due realtà di cui ogni italiano dovrebbe andare fiero: l’arte dei pizzaioli napoletani e le Colline del Prosecco a Valdobbiadene.
Ad aprire i lavori il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano: “L’Italia – ha detto – è la superpotenza della bellezza, della Cultura ma, soprattutto, del gusto”. Il ministro ha parlato del “Brand Italia”, di cui la Farnesina è orgogliosa portavoce nel mondo: “La diplomazia al servizio dell’eccellenza. Con la settimana della Cucina italiana nel Mondo, esportiamo lo stile di vita italiano”. Tradotte in numeri, le parole del ministro danno la cifra di quanto questo settore incida nel complesso della nostra economia: “132 miliardi di euro il valore del settore agroalimentare; 38 miliardi il valore dell’export (l’obiettivo per il 2020 è il raggiungimento di un valore di 50 miliardi); 68 prodotti sul podio dei generi alimentari più venduti al mondo”.
In un periodo di forti divisioni politiche, soltanto il buon vino e la buona cucina sembrano mettere tutti d’accordo. Dopo aver sottovalutato per un tempo incalcolabile questo enorme potenziale a nostra disposizione, la Politica sembra aver capito che è su questa risorsa che bisogna puntare per tornare a essere competitivi, soprattutto dopo l’esperienza dell’Expo di Milano nel 2015, che ha dato una spinta decisiva agli investimenti verso questo settore.
Al centro della discussione, tuttavia, non solo i numeri e le cifre, ma soprattutto quello che c’è dietro i prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani e di mezzo mondo: uno scrigno di straordinaria biodiversità che dev’essere tutelata e un territorio spesso poco conosciuto all’estero, ma che in questo caso gioca il ruolo principale, fornendo prodotti di primissima qualità. Si tratta principalmente di quei luoghi del Centro Italia martoriati dal terremoto, luoghi che hanno dato origine al termine Norcineria o Amatriciana e che non possono essere dimenticati. Pena: un danno irreversibile alla nostra storia e alla nostra economia. Proprio sul recupero di questi territori si concentra l’intervento di Dorina Bianchi, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: “Questa seconda edizione vede come protagonista l’Italia meno conosciuta, quella dei piccoli centri appenninici. È qui che stiamo sviluppando una forma di turismo sostenibile che dia ricchezza a questi territori e ai loro abitanti”. E proprio il turismo, infatti, si attesta al 12,5% nel valore dell’economia nazionale. Un dato importante destinato a crescere negli anni.
A fare la parte del protagonista in questa seconda edizione, come già nella precedente, il vino. “L’Italia conta 2.300 vitigni” commenta Roberto Miravalle, Coordinatore del Master in Gestione del Sistema Vitivinicolo all’Università di Milano. “Il buon vino e la buona cucina sono anche un mezzo di trasmissione della cultura” aggiunge durante il suo intervento Cristina Bowerman, Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. Si è poi parlato dei nuovi canali di esportazione: “Puntiamo alla Cina” ha detto Luca Bianchi, Capo dipartimento delle Politiche Competitive, ma anche della lotta alle imitazioni che rischiano di danneggiare l’economia italiana, mettendo in commercio prodotti scadenti che di italiano hanno solo il tricolore sulla confezione. “C’è bisogno di esperti, di comunicatori e ambasciatori che facciano conoscere la vera qualità dei prodotti italiani” sostiene Antonello Maietta, Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier.
E se il vino occupa metà del dibattito, l’altra metà è occupata dalla pizza. “Il binomio “pizza e mandolino” può essere uno stereotipo. Ma può essere anche un archetipo” commenta Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde: “Gli italiani hanno sempre avuto un grande talento a sottovalutare le proprie potenzialità” e in effetti non ha tutti i torti, basti pensare che – ancora oggi (soprattutto in paesi come la Cina) – sono in molti a credere che la pizza sia originaria degli Stati Uniti.
Si capisce ancora meglio, allora, la necessità di investire in questo vasto progetto che vedrà impegnate le 296 sedi diplomatico-consolari e gli Istituti italiani di cultura nel mondo. In particolare, in alcuni paesi (Stati Uniti, Canada, Brasile, Russia, Cina, Giappone, Emirati Arabi) le attività saranno molto varie: seminari, conferenze, incontri con gli chef, degustazioni, cene di gala, corsi di cucina e molto altro. E, per concludere, ciascun giorno della Settimana della Cucina sarà dedicato a un prodotto o un aspetto specifico della cucina italiana: il lunedì pasta e riso ; il martedì pizza; il mercoledì convivialità e tavola italiana; il giovedì vino; il venerdì formaggi; il sabato salumi; la domenica dolci e pasticceria.

Aise.it (Agenzia Internazionale Stampa Estero)

 

THE EXTRAORDINARY ITALIAN TASTE
PROTOCOLLO DI INTESA PER LA VALORIZZAZIONE ALL'ESTERO DELLA CUCINA ITALIANA DI QUALITÀ

 

 

INTERVISTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE AIS ANTONELLO MAIETTA
DA PARTE DI MARIA TERESA LAMBERTI, CAPOREDATTORE DELLE RUBRICHE DEL GIORNALE RADIO RAI
E CONDUTTRICE DEL PROGRAMMA “MARY POP” SU RADIO 1

 

ULTERIORI DETTAGLI SULLA PAGINA DEDICATA
ALLA RASSEGNA STAMPA COMPLETA DELL'EVENTO