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mercoledì 17 settembre 2014 10:15:00

Vin d’una notte, Vin d’un giorno, così nel Salento potremmo definire la rosatizzazione – passateci la parola non da vocabolario – del vino: in altre parole macerazione corta. Qualcuno dice che per comprendere i rosati bisogna conoscere e capire l’uva negroamaro. Un’uva piena di pugliesità, conquistata in tempi non sospetti con l’indipendenza d’essere Illirica. Anche i Calò sono pieni di pugliesità, due secoli di coltivazione di ulivi e viti e una passione per il vino rosato nata nel 1963.

Rosa del Golfo è già poesia nel nome e subito lo si combina con il Golfo di Gallipoli in un coacervo di salentinità senza fine.

Rosa del Golfo 2013 Negramaro Rosato Salento Igp, 13%vol., questo c’è capitato tra un prosciutto e melone e un crostino caldo spalmato di ’nduja.

A dire il vero non è tutto negroamaro, c’è anche un 10% di malvasia nera leccese. Come regola dei Calò c’è solo acciaio nel viaggio enologico del vino, e già con il colore si dileggia nel mostrarsi brillantissimo, di un rosa corallino e ramato, una versione rossastra d’un crepuscolo temporalesco: tinta ammiccante all’occhio e colorante sul tavolo.

Mostra tutti i lustrini del suo fruttato e le onorificenze di fiori di landa attraversati da cespugli d’erbe aromatiche. Ha vitalità olfattiva nelle sferzanti effusioni d’arancia sanguigna, nel contrappasso salmastrato, un effluvio che ricorda l’atto dello spremere manualmente il frutto. La sua eleganza non sta nell’ampiezza dell’offerta, ma nell’integrità e nella purezza di un bagaglio odoroso cui l’alcool – pur estremo – non toglie alcunché.

Gusto tutto succoso, d'altronde lo è anche il succo del negroamaro. Un succo dall’alcolicità liquida che sbatte in acidità e sapidità, per cui i rimandi saporiferi si fanno persistenti e vibranti nel finale, senza eliminare quel personale tocco di tenerissima morbidezza che lo finalizza in qualità.

Che sia un rosato da biennale degustativa? Sì. È giunto il momento di darsi una strattonata enologica. Il rosato è vero che va di anno in anno, ma è anche vero che chi fa rosato con la dovuta rosatizzazione quell’anno lo traguarda non una, ma anche due volte: in fondo ha tanto di bianco (colore a parte), quindi se il bianco va, anche questo Rosa del Golfo 2013 andrà anche nel 2015… e allora se ne potrebbero vedere delle belle.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)