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Intervento di Franco Ziliani domenica 9 ottobre 2011 05:20:00

Ho già spiegato, altrove, in un luogo dove esprimo del tutto liberamente il mio punto di vista senza essere tenuto a rispettare le forme e la cornice istituzionale rappresentate dall’Associazione di cui sono da anni collaboratore, quello che penso dell’intervento di chiusura pronunciato da Dario Stefàno (Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia) in occasione del convegno “Le giovani generazioni e l’alcol. Oltre i soliti luoghi comuni”, che si è svolto sabato mattina a Lecce nell’ambito del (riuscitissimo) 45° Congresso A.I.S. ben organizzato da A.I.S. Puglia.
Un intervento di alto profilo e grande lucidità, e come ho scritto, ricco di passione e di competenza, espressione di una persona che sa quello che dice, che conosce i problemi, che ci mette slancio, passione, impegno e cerca veramente di dare il proprio contributo operativo e di lavoro allo sviluppo di una regione dove l’agricoltura, il sistema agroalimentare, il vino sono vitali, centrali, strategici.
Ma cosa ha detto Stefàno? Ha esordito definendo il vino “ambasciatore eccellente dell’agricoltura pugliese” ed elogiando la “piena sintonia con l’A.I.S. a livello nazionale e locale”. Ha denunciato i problemi della crescente obesità infantile in terra di Puglia, espressione, pur in una Regione culla della dieta mediterranea, di un disordine alimentare, frutto di sistemi di consumo estranei, e l’emergenza rappresentata dall’età sempre più elevata di tanti agricoltori.
Per oltre 50 anni, a suo avviso, con una visione miope delle cose l’agricoltura in Puglia è stata avvertita come “un’eredità scomoda, un fardello che sembrava frenare l’ansia di modernizzazione” che trovò nella costruzione e nel triste declino del IV Centro Siderurgico Italsider il proprio simbolo, modello, ha detto l’Assessore, “di uno sviluppo erroneo che ha violentato l’agricoltura” e trasformò Taranto “da tranquillo centro di provincia in una grande città industriale, tra le prime per reddito pro-capite”.
Anche se “l'industrializzazione costò il prezzo della cementificazione del territorio, dell'inquinamento atmosferico con conseguente aumento delle malattie neoplastiche, nonché dell'alterazione delle caratteristiche ambientali ed ecologiche del Mar Piccolo e del degrado dei quartieri della città a ridosso dei quali sorse la zona industriale”.
Secondo l’Assessore Stefàno il grande compito di chi si occupa del sistema agroalimentare pugliese è svolgere un faticoso lavoro di recupero della cultura prima che dell’agricoltura, e favorire la diffusione della consapevolezza che “essere agricoltori non è una condanna, ma un motivo di orgoglio” perché espressione di un modello di sviluppo compatibile, un elemento identitario del territorio. E questo non solo per motivi economici, ma nel segno di una cultura identitaria. Produrre grandi vini del territorio in Puglia contribuisce a dare il segno di una diversità e di una peculiarità sempre più avvertita all’esterno, che fa sì che in questa regione i flussi turistici siano in continuo aumento e siano legati anche all’enoturismo.
Per Dario Stefàno “l’agroalimentare di qualità pugliese tira e ci rende esclusivi, diversi dagli altri, in grado di poter raccontare qualcosa di personale”. Ed il vino è un elemento in grado, se ben raccontato e fruito con consapevolezza e maturità, di favorire, anche nelle giovani generazioni, la “capacità di stare insieme e di socializzare. Il vino può essere un elemento utile per accompagnare i giovani in una crescita armonica che non deve essere troppo veloce e che bruci le tappe”. Il vino pugliese come lievito per “riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza a questa terra”.
Lo svolgimento del 45° Congresso A.I.S. in terra pugliese offre, secondo l’Assessore Stefàno, una “straordinaria occasione di crescita ed il Congresso sarà un punto di partenza per sinergie sempre più strette con l’Associazione, per raccontare con un linguaggio autorevole al mondo il percorso compiuto dalla vitivinicoltura di qualità pugliese, per favorire la crescita di un orgoglio campanilistico per i propri vini anche in una parte della ristorazione pugliese che ancora oggi appare talvolta distratta e preferisce proporre vini di altre regioni e non cogli l’aspetto identitario rappresentato dal vino di Puglia.
E poi per dare avvio a progetti condivisi di didattica ed educazione alimentare a livello regionale “dove l’A.I.S possa sedersi al tavolo con i responsabili dell’educazione scolastica pugliese ad ogni livello e dare un contributo grazie al suo sapere e ad un linguaggio affascinante”, ad un modo di raccontare e favorire la cultura del vino, del bere consapevole, competente e coinvolgente.
Ed è alla luce di questi concetti, espressi con grande entusiasmo, in maniera sincera e coinvolgente che la decisione di conferire all’Assessore Stefàno l’onorificenza di Socio Onorario dell'A.I.S. da parte del presidente dell’Associazione Antonello Maietta, per “meriti acquisiti in campo agroalimentare” appare quanto mai intelligente e indovinata. Ed espressione di una sintonia di intenti, tra A.I.S. Puglia, A.I.S. nazionale ed Assessorato Regionale alle Risorse Agroalimentari (e quante sono oltre al vino e all’olio queste risorse in terra pugliese!) che lascia bene sperare per il futuro.

Franco Ziliani

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)
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