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lunedì 15 maggio 2017 12:00:00

Si tratta di un semplice Collio Denominazione di Origine Controllata Malvasia, con gradazione alcolica 13% e vendemmia 2005.

Tutte le volte che ci troviamo a degustare dei vini che hanno trascorso molto tempo in vetro ci chiediamo se davvero sia utile pubblicare la descrizione organolettica, il dubbio – o l’auspicio – è sempre il solito: qualcun altro potrà avere l’occasione di confrontare il descritto?

Però questo vino ci piace raccontarlo perché ha in sé l’assolutezza della sua evoluzione, la purezza di un percorso verso la maturità che evidenzia l’assenza di acciacchi.

Bellamente oro ambrato, però con un riverbero di limpidezza che sprizza il brillante. I suoi profumi fluttuano sulla superficie del vino, evaporando al di sopra dell’ondeggiamento liquido, sono un insieme di delicata complessità aromatica, la cui miscelazione  si lascia trasportare con sentori di albicocca essiccata, di pâté di nespole, una composta di pesca gialla al curry, un po’ di miele amaricante, fico bianco e tarte-tatin. La liquidità gustativa trattiene una combinazione di sapidità e morbidezza, con un effetto tattile di finissimo velluto che riesce ad allungarsi nel finale di bocca raccogliendo in sé un’aromaticità piena di sentori di frutti grigliati, di mandorle al miele, di ananas e pesca gialla sfumate nella senape.

Il tono olfattivo e gusto olfattivo di questa Malvasia 2005 esprime tutta l’integra purezza della parola “maturo” allo stato evolutivo, quindi la curiosità cresce, perché ci piacerebbe sapere se l’azienda aveva pensato a questo vino con l’idea che potesse suggellare al meglio un trascorso temporale di oltre 10 anni. Nel complesso possiamo intuire che ci sia stata un po’ di macerazione con bucce, che possa esserci stato un contributo da legno, forse anche con contatto con i lieviti, però il meglio della sua vita lo deve aver preso dall’acciaio, e poi, alla fine, forse tutte queste ipotesi ci interessano fino a un certo punto. Meglio gioire di questo momento degustativo, anche perché difficilmente ripetibile.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)