martedì 20 settembre 2016 09:30:00

Il tè verde in Giappone rappresenta una vera e propria cultura di coltivazione, di preparazione e di beva. Ha attraversato secoli e secoli di civiltà guadagnandosi la fama di essere una bevanda quasi magica per la salute dell’uomo.

L’azienda Itohkyuemon ha sede nella prefettura di Kyoto, e lì tratta le piccole foglioline di tè verde per seccare, per farne polvere, per fare delle bevande aromatizzate.

L’ultima frontiera è il “Vin au thé vert”: vino al tè verde.

Trattasi di un vino ottenuto da mosto di uva bianca, non da uve locali, a cui si aggiunge del “Matcha” – varietà di tè verde – in polvere, dello zucchero e di SO2. Il “vino” (semmai da chiamare aromatizzato) è stato elaborato da un’enologa giapponese della winery Tamba Wine. Ha colore verde non propriamente limpido, con consistenza ben osservabile. Profumo nettamente erbaceo, sia di tè verde che di fiori di campo, un vago cenno di fruttato, e una fragranza di fondo che coinvolge più il tono erbaceo rinfrescante che la combinazione fruttata/floreale. Gusto amabile, abbastanza caldo e quasi morbido, spunto fresco un po’ limitato e sapidità quasi vibrante. Lo zucchero equilibra al meglio il delicato effetto amaricante verde e vegetale di tè, e l’alcol 12% vol. lo supporta un po’.

Il marketing aziendale lo consiglia con i formaggi, anche erborinati, perché ha dolcezza per combinare al piccante. Non lo disdegnano sui “macarons” (ci va di dire che stride); però con i piatti di pesce alla griglia accompagnati con la salsa amarognola del loro fegato, oppure con le seppie cotte al cartoccio nell’intingolo del nero e del fegato, ebbene su questi sapori sta nipponicamente bene. いただきます.

ClubAISTokyo

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)