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giovedì 2 marzo 2017 12:00:00

Foto, post e video che nell’epoca della fibra digitale 4 punto zero si catapultano nel mondo dell’informazione, toccando le curiose emozionalità di una miriade di pensieri webbizzati, sono definiti virali.

Tutto questo è avvalorato dal numero dei “mi piace”, dalle visualizzazioni e dalle condivisioni, generando di fatto un’amplificazione inimmaginabile della notizia, che appunto è definita virale. Questo vorticoso transfer continuativo di notizie non è ancora arrivato a toccare il mondo del vino, però si sta avvicinando e potrebbe/dovrebbe articolarsi sulla falsa riga di Tripadvisor o Booking, determinando un giudizio dall’effetto immediatamente visibile con asterischi o, come si legge su Booking per gli hotel, “buono 7,3”, “buono 7,5”: un giudizio di facilissima comprensione.

Con queste applicazioni il modo e il mondo delle recensioni si è completamente trasformato, e ciò che prima era riservato agli ispettori adesso si confronta con l’immediatezza di chi ci va ed esprime il giorno dopo la propria considerazione. Ancora non si è raggiunto un equilibrato dosaggio di critica, perché secondo alcuni c’è spazio per favorire o sfavorire in modo un po’ artefatto talune situazioni, e questo è imputato al fatto che i contributori possono non avere la stessa esperienza del giudicare.

Adesso ci aspettiamo questo nel vino. Le notizie in merito si sono frammentate e disperse da quando il cartaceo ha iniziato la sua ritirata, e chi ha segnato la Caporetto è stato anche chi l’aveva costruita: Robert Parker e il suo ritiro. Le notizie sul vino intese come giudizio si sono sparse a macchia di leopardo su moltissimi blog, perdendo di fatto quella logicità di consequenzialità e di confrontabilità che era immediata sfogliando due riviste una accanto all’altra e soprattutto non riuscendo più a dare dei certi punti di riferimento, come poteva esserlo Veronelli. Però qui sta il presente e il futuro dell’essere immediatamente visibile, di un subito che placa e soddisfa quell’esigenza del conoscere che però è più chat e pseudo gossip, anziché obiettività di analisi e giudizio.

Il futuro dovrà fare i conti con la folla, con la folla del degustare, con una numerosa eno-comunità intrisa di ideali degustativi trasversali che sarà chiamata a giudicare il vino sotto le diverse angolazioni del quotidiano, dall’essere intellettivo al godereccio, dal divulgativo al meditativo, dallo scherzoso all’austero. A pensarci bene, il mondo della degustazione del vino è già avviato verso queste mete, solo che oggi le informazioni restano separate, quindi non riescono a far emergere (esplodere in rete) la notizia relativa a quel vino e gli impediscono di diventare virale. C’è chi sta studiano qualcosa che possa diventare un Facebook del giudizio del vino. Quando ciò si avvererà, l’attuale folla di enonauti potrà incontrarsi e confrontarsi, creando dei virus di informazione che renderanno inefficace ogni vaccinazione.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)