venerdì 29 luglio 2016 16:00:00

Fu un andamento oscillante quello del 2006 in Champagne, l’inverno fu freddo, con temperature medie tra le più basse dal 1996, però la vigna non ne ha risentito. Poi arrivò la primavera e qualche colpetto di gelo non fu risparmiato ai vigneti. Poi fu estate, quasi canicolare in luglio, soleggiato ma un po’ più fresco in agosto, infine settembre fortunato con secchezza e caldo per un po’, e poi champagne gris.

Caldo e secco resistettero per l’apertura della vendemmia, da 7 a 25, poi non mancarono i grigiori e le pioggerelle, comunque il miglior periodo di raccolta risultò essere tra il 19 e il 21 settembre, con il mosto che titolava 10,2 in potenziale e un alcol finale che risultò tra 9 e 11,6, mentre l’acidità fu di 7 grammi, quindi al di sotto della media. Gli esperti dissero che bisognava selezionare con coraggio e rigore per fare un millesimato. Così deve aver fatto Billecart-Salmon con il Vintage 2006. Fatto con 75% di pinot nero e 25% di chardonnay dalla Côte de Blancs. Il 20% del vino è stato fermentato in legno, il resto in acciaio. Dopo il tirage ne è seguito un riposto sui lieviti per cinque anni. Giusto giallo dorato, brioso in CO2 e chiaramente finissimo nel perlage. C’è una profondità di aromi straordinaria in questo 2006, non per l’intensità ma per la varietà dei suoi frutti con drupa, per un limone addolcito, per un tocco di ginestra e di felce appassita, insomma c’è sostanza da noir ed eleganza da chardonnay. Infine l’offerta olfattiva dell’autolisi, molto biscotto al burro, un po’ di gelatina di albicocca, quasi una crema pasticciera. Gusto soave, leggero ed energico, insaporito da mousse di frutti (pera e mela cotogna) e da un sapidissimo tono di mango. Il liquido scivola sottilissimo e le bollicine nuotano sotto la superficie, così da lasciare una condizione tattile di effervescenza di rara delicatezza, con un finale elegantissimo, in frac. La Maison ha costruito una cuvée ad assemblaggio orizzontale riuscendo in pieno a piegare il pH del pinot nero, fletterlo alle sinuosità dello chardonnay e del legno: è uno tra i migliori 2006 degustati.

AIS Staff Writer

 

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