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venerdì 13 gennaio 2017 16:00:00

Il titolo è smaccatamente copiato dal capolavoro di Stanley Kubrick: 2001 A Space Odyssey. Il film uscì nel 1968 e nonostante che di lì a poco, 20 luglio 1969, l’uomo mise piede sulla luna, a tutti sembrò un film di pura, lucida, magistrale e geniale fantascienza. Chissà chi pensò davvero, allora, che quel super computer “HAL 9000” si sarebbe miniaturizzato fino ad essere inglobato in un telefono portatile? In attesa di risposta si continua con un’altra fantascienza: forse!      

Questo 2017 inizia con una storia interessante in fatto di espansione viticola. L’odissea ebbe il suo inizio tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta dello scorso secolo, periodo in cui l’Inghilterra raggiunse una superfice di vigneti di 800 ettari e, con l’aiuto del clima, si chiuderebbe nel 2100 con un’isola costellata di vigne, collocando di fatto l’aerea inglese nel mercato degli esportatori di vino. Eno-fantascienza, verrebbe da esclamare? Così non è secondo gli studiosi dell’University College di Londra, i professori Mark Maslin e Lucien Georgeson. La teoria si basa sull’inarrestabile (speriamo di no) incremento della temperatura, minimo +2,2 °C nell’anno 2100.

Questo, combinato anche con una diversa percentuale di pioggia, tenderà a ridisegnare drammaticamente la mappa del vino nel mondo e i risolini che accompagnavano le idee di far vino in Inghilterra scompariranno prima di quanto si immaginasse, per cui l’odissea dell’enologia inglese ha imboccato la fine del tunnel. Ecco come si presenterà il vigneto inglese nel 2100.  Nell’area di Bristol (Somerset) spadroneggerà il merlot, in stampo enologico Masseto. Nella London area si produrranno grandi Syrah, da fare invidia alla Côte Rôtie, mentre nell’Essex il Riesling gareggerà in mineralità con quelli della Mosella. A Edimburgo si farà del Pinot nero in veste Oregon, mentre nel Northumberland lo Chardonnay avrà la sapida salinità di uno Jura. Nel Cambridgeshire si produrranno dei Tempranillo beverini  e nello Shropshire il Sauvignon si abbinerà all’omonimo formaggio. Odissea o fantascienza?

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)