Statistiche

  • Interventi (1580)
  • Commenti (0)

Archivi

giovedì 17 gennaio 2019 09:00:00

Sarà la pubblicità il tema principale dell'ottava edizione di Olio Officina Festival, la manifestazione dedicata al mondo dell'olio d'oliva organizzata da Luigi Caricato al Palazzo delle Stelline di Milano, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019, di cui l'Associazione Italiana Sommelier è entusiasta sostenitrice sin dalla prima edizione. 

Pubblicità: una strada tutta in salita

Pur non essendo agli occhi dei clienti una vera e propria commodity, cioè un prodotto generico senza alcuna differenza rispetto ai concorrenti, la principale leva di marketing dell'olio rimane ancora oggi quella del prezzo. Le aziende oleicole dedicano ancora scarsa attenzione a nostra signora pubblicità, nonostante gli sforzi di creativi come Antonio Mele, secondo il quale i tempi sono più che maturi. Una sola la condizione: che la comunicazione tocchi le corde emozionali del consumatoreavendo ben presente l'oggetto del nostro lavoro, vero e proprio filo conduttore della cucina italiana. 

L'importanza dell'etichetta

Se pubblicità deve essere, l'etichetta dell'olio - così come accade col vino - potrebbe essere il primo veicolo di promozione. Sono però lontani i tempi delle grandi confezioni di latta, magnificamente decorate, come quella che campeggia durante la conferenza stampa, proprietà di Manuela Guatelli, che in proposito ha scritto addirittura un libro. Prodotte in Italia dalla metà dell'Ottocento fino agli Sessanta del Novecento, spesso confezionate a uso e consumo delle migliaia di emigranti partiti alla volta del continente americano, erano vere e proprie cartoline ricordo della terra natia, efficaci campagne di lancio oltreoceano. Impensabili oggi, strette come sono, le etichette, da una legislazione che soffoca l'estro creativo di eventuali produttori volenterosi. 

Il prezzo dell'olio d'oliva: una suggestione priva di fondamento

Ma davvero il consumatore è disposto a scegliere l'olio, tra gli scaffali di un supermercato, semplicemente applicando il criterio del prezzo più basso? Secondo Daniele Tirelli, fondatore di Amagi™ e presidente del Retail Institute of Italy, la risposta è no. I risultati della sua indagine sui consumi di olio extravergine di oliva presso le famiglie milanesi fotografano una situazione che lascia spazio a considerazioni diverse: se il consumatore è messo nelle condizioni di provare e giudicare più oli nel contesto libero e privato di casa propria, non solo sarà in grado di valutare oggettivamente la qualità dei campioni ma di attribuire loro un prezzo superiore a quello generalmente ritenuto come ideale per una vendita a scaffale. Tutto sta, allora, nella buona pratica dei supermercati di offrire ai propri clienti degli spazi adeguati di assaggio, se non delle vere e proprie cooking school. 

Piccolo non è sempre bello

Il piccolo produttore è sempre circondato da un'aura romantica, ma non c'è niente di meno romantico di un imprenditore nelle condizioni di non poter piazzare il proprio prodotto sul mercato. Il messaggio che emerge dalla conferenza stampa, in questo senso, è chiaro: i piccoli devono sforzarsi di fare rete, consorziarsi, per essere più incisivi e presenti. Inutile produrre un olio apprezzatissimo ma sconosciuto, magari assente nel 99,9% dei punti vendita della nazione. Di questo e di molto altro (social media, salute, fumetti, arte, turismo) si parlerà durante la tre giorni milanese di OOF. L'appuntamento, come detto, è al Palazzo delle Stelline di Milano, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2019.

Ufficio Stampa AIS

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)