Statistiche

  • Interventi (1634)
  • Commenti (0)

Archivi

martedì 22 marzo 2016 11:30:00

Poco distante da Courmas, siamo nella Montagna di Reims – però nella parte ovest – dove troneggia nel sottosuolo il gesso del micraster e la sabbia tende ad addolcire le asperità del profumo e le spigolosità dell’acidità, dicevamo poco distante da Courmas c’è Chaumuzy, che nell’Ottocento il vescovo Hincmar citava come territorio a grande vocazione viticola, soprattutto per il rosso. Quali fossero quei vitigni è di difficile catalogazione, forse il gouais rosso, forse il morillon taconné, che peraltro sarebbe un meunier; la cosa certa dell’oggi enologico è che quel morillon, alias pinot meunier, è il cardine nell’assemblaggio dello Champagne di Yann Alexandre, con sede però a Courmas, per la versione brut non millesimata.

Courmas è un terroir stupendo per il meunier, è poco sotto Vrigny, di cui ne conosciamo il valore con Egly-Ouriet. Ordunque Yann Alexandre è “giovane” in fatto di Champagne, però la sua abilità di wine maker (scuola Borgogna) ha già dato molti frutti.

Yann Alexandre Brut Noir (però non è un blanc de noirs) ha un’anima di pinot meunier, circa 50%, poi chardonnay e pinot noir a mo’ di quanto basta. La vinificazione in legno stempera lo spirito selvaggio che il meunier acquista nella Montagna, quindi non c’è la rusticità fruttata a dominare l’impatto olfattivo, ma toni tostati e fragranza di lievito miscelato alla susina gialla, pera fresca e mela cotogna, s’affaccia anche un po’ di mineralità calcarea e un accenno di spezia dolce e balsamica.

Ha una fluidità liquida con frizzante dinamismo fruttato, ben succoso nel flavor di susina, nel succo fresco di ribes bianco, poi guava, pepe bianco e lungo finale di bocca. È uno Champagne che non impegna ma s’aggrazia nella golosità di beva: è colloquiale. Yann Alexandre Brut sta in bottiglia per cinque anni prima della sboccatura, per cui si spiega la sua complessità e alcuni sottofondi speziati. Se vi capita una bottiglia di sboccatura recente vi suggeriamo di caraffarla. Qualche volta si ostina a non volersi offrite con immediatezza, però consideratelo un pregio. Un voto? 88/100. La morale? Per una volta la si eviti, è meglio.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)