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lunedì 18 dicembre 2017 16:30:00

C’è la soluzione, quella perfetta, ineccepibile. Lo afferma l’Università del Kansas, mettendo però nella frase un bel “potrebbe”.

La strada iniziata sembra però quella giusta, perché non si tratta di agire sulle diverse fasi della lavorazione in cui talvolta si rende quasi indispensabile l’impiego di SO2, soprattutto in funzione antiossidante e antibatterica. L’intervento non è quello di non aggiungerla o di utilizzare un ingrediente alternativo, la soluzione sta nel sottrarla dal vino imbottigliato.

In realtà ci sono altri prodotti e/o metodi per sottrarre la SO2 dal vino, alcuni anche alquanto macchinosi, però il massimo risultato ottenibile, a loro dire, è una sottrazione del 50% del contenuto.

Il prototipo del nuovo strumento, che sarà pronto a metà 2018, eliminerebbe il 99% di SO2.

Lo strumento avrà la forma di un aeratore, però nella realtà attiverà una separazione chimica nell’attimo in cui il vino attraversa del materiale che funziona come un magnete e attirerà a se i solfiti, trattenendoli. Così il vino ne sarà privato. E gli altri preziosi ingredienti? Bene, quelli non subiranno sottrazioni né variazioni.

In conclusione questo nuovo strumento sarà di facile uso, direttamente applicabile alla bottiglia, e a detta della KU anche molto accessibile di prezzo.

Alla domanda se il vino non migliora, qual è lo scopo di usarlo? La risposta è stata che il prodotto è destinato a tutti quei consumatori di vino molto sensibili alla SO2 e che il mattino dopo rischiano un più o meno fastidioso mal di testa, come se avessero assorbito troppo vino e non il canonico bicchiere e mezzo durante la cena. O meglio ancora, destinato a tutti coloro che hanno dovuto abbandonare loro malgrado il vino perché intolleranti del tutto a questa sostanza e l’eventuale ingestione causa loro pericolosi disturbi.

Leggendo tra le righe della notizia si nota che questo tentativo di offrire uno strumento per sottrarre la solforosa è rivolto a una fascia di consumatori “cheap wines” in versione bag&box e similari, e non a chi sorseggia titolati prodotti in vetro, dove il possibile mal di testa del mattino dopo dipende dalla quantità sorbita di unità alcolica e non di SO2; e per quel mal di testa l’unico e valido rimedio è di equilibrare verso il basso la quantità ingeribile. Quindi, stare allertati!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)