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venerdì 26 agosto 2016 10:30:00

Perlomeno in America. La notizia scaturisce da uno studio della UCLA (Università della California, Los Angeles), e la riportiamo tal quale: i vini “ecologici” sono migliori? Sembrerebbe proprio di sì in questo primo raffronto americano. Lo studio pubblicato il 2 agosto nel Journal of Wine Enonomics ha registrato le performance degustative di oltre 74.000 vini  apparse sulle riviste Wine Spectator, Wine Enthusiast e Wine Advocate. Il risultato è stato che i vini eco-certificati hanno raggiunto un punteggio medio complessivo più alto di 4,1 rispetto ai convenzionali, naturalmente la scala è quella in centesimi.

Tutti i vini erano californiani e la certificazione riguardava la parte agronomica e non quella enologica, nel senso che a quei vini possono essere stati aggiunti i solfiti e importanti altri preservanti. L’altro aspetto evidenziato da questo studio è che molto spesso questi vini hanno anche un costo ben accessibile.

Al di là del valore, diciamo statistico, è indubbiamente significativo che ci sia una riconoscibilità qualitativa (così ci va di intenderla) di intuibile definizione, sperando però che non siano state elargite compiacenti e plasmate votazioni d’effetto bio, in quella versione giudicante alquanto in voga del “ma sai… questo è bio!”.

Visto l’alto numero di campioni la situazione di affidabilità è concreta, e se riprendiamo un altro esperimento fatto in Francia, i risultati sono molto simili. In attesa di quelli italiani (prima o poi usciranno) qualcuno ha detto, vista l’assenza di esperienze vissute che una rondine non fa primavera, però intanto si metta in saccoccia sia la rondine sia la primavera, e credeteci non è poco. Già pensano di stampare una T-Shirt “A tutto Bio lo bevo anch’io”.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)