Statistiche

  • Interventi (1597)
  • Commenti (0)

Archivi

giovedì 21 agosto 2014 09:30:00

Non crediamo di irritare la suscettibilità di qualcuno se affermiamo che la birra è una bevanda primitiva, non nel senso qualitativo – beninteso – ma nello status di beva, retrocedendo il suo uso fino al 3.700 a.C.

Lentamente il vino, forse non antecedente di nascita, riuscì ad attirare il gusto dei popoli, soprattutto in quelle nazioni dove la viticultura era possibile e passabile.

Fatto sta che è facile trovare nazioni che rappresentano questo cambiamento, l’ultima in ordine di tempo è stata l’Australia, la più indicativa fu l’America (USA).

Molti wine producers festeggiarono il dato del consumo delle bevande che Gallup pubblicò nel 2005; per la prima volta ci fu il sorpasso del vino sulla birra, in quel segmento dell’abbeveramento che rappresenta quel  64% di coloro che hanno occasione di bere  alcool, quindi attenzione, non del tutto occasionali.

Nel 2005 il campione dei bevitori che preferivano il vino era il 39%, quelli dediti alla birra il 36%: sorpassoooo, e giù una ola da stadio, soprattutto se si pensa che nel 1992 il rapporto era 47% birra, 27% vino.

Quel 2005 e un po’ del 2006 sono stati un’improvvisata, il tutto è restato nell’occasionalità, perché quella performance il vino non l’ha più prodotta, anzi s’è attestato in un altalenante 31-32%, tanto che a luglio di quest’anno la birra è salita al 41% delle preferenze e il vino s’attesta al 31%.

La forbice si è allargata rispetto al 2013, però non abbiamo avuto notizie di preoccupazioni da parte di produttori e wine distributors, forse attenderanno il dato di fine anno, visto che la birra è più facile nella beva quando la stagione inizia a farsi calda.

Abbiamo cercato dei dati sulla situazione italiana, siamo incuriositi, perché l’avvento sul mercato di numerosi micro birrifici, con standard qualitativi molto alti, forse ha variato un po’ la percentuale di gradimento nelle preferenze.

Di certo le  carte dei vini dei ristoranti stanno iniziando a offrire varie tipologie di birre in bottiglia, quelle che tutti ormai definiscono artigianali, quando non addirittura bio.

È un segmento di beva che stiamo osservando con moltissima curiosa attenzione, anche perché sono birre che riempiono il palato di gusti complessi, rispetto alla bevanda classica della pils, dalla tessitura sottile e con finale gradevolmente più o meno amaricante e magari alla spina.

Per ora la birra c’è… non sappiamo ancora se a tutta… comunque sempre birra è, e come dicono i tedeschi: prosit.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)