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giovedì 24 marzo 2016 15:15:00

È il secondo vitigno (alcune fonti dicono il terzo) in ordine di coltivazione in Spagna, preceduto da tempranillo e garnacha. Il bobal ha acquisito negli anni la fama di bulk wine (da vendersi in cisterna), per soddisfare le esigenze di complementarietà in quelle cuvée che mancavano di colore e avevano bisogno di rinforzare il sapore immettendo acidità; infine ha un altro atout, il bobal, ha un profumo alquanto neutro per cui non sconvolge quello delle uve con cui va a miscelarsi. Un siffatto impiego ha prodotto una coltivazione che premiava la quantità, così per anni nessuno ha seriamente pensato di intraprendere un percorso di dimagrimento di produttività a favore di un risanamento salutistico, allo scopo di verificare fino a che punto il bobal fosse in grado di impreziosire la sua personalità. Il vitigno è originario di Utiel (Valencia), essendo lì coltivato da oltre 500 anni, adeguatosi in modo perfetto al clima caldo, asciutto, cedendo però gran parte del suo bagaglio odoroso. Nell’ultimo decennio c’è stato un ripensamento: via dal bulk wine a favore della bottiglia etichettata con le DO Utiel-Requena e Manchuela. Il vitigno è stato spostato in alto, fino a 1.000 metri, per cui il bobal non perde più il suo fruttato (ciliegia) e floreale (glicine), mantiene anche un gradevole speziato, di pepe in grani, soprattutto quando le viti sono anziane: 40-60 anni.

Le interpretazione del vino sono varie, si va dalla versione muscolosa, a quello easy-to-drink, fino al rosato.

Il Bobal di Finca Casa La Borracha della Bodegas Hispano-Suizas ne fa una tipologia innovativa, con fermentazione in botti di legno da 400 litri, con raffreddamento della massa con pannelli di acciaio per non superare gli 8 °C nei primi 4 giorni, a seguire non si oltrepassa mai la soglia dei 26 °C. Dopo la strizzatura delle bucce c’è la maturazione per 10 mesi in legno nuovo di Allier. Ne esce un Bobal stile international, scuro nel colore porpora con orlo viola. Il fruttato di ciliegia e mora è ben maturo, si fonde nel balsamico, nel pepe dolce e nella tostatura di legno, ricorda il chicco del caffè. Il tannino lascia una rugosità sciroppata, al flavor balsamico rinfrescato dalla tipica acidità dell’uva e da un finale di bocca speziato e saporito. Vendemmia degustata la 2013, 88/100.

La Bodega Sierra del Norte fa invece il Bobal rosato, da vigne di 60 anni, 900 metri di altitudine, il vino si chiama Pasión, annata 2014. È fatto con macerazione pellicolare a bassa temperatura, poi fermentazione in acciaio. Luminoso nel colore rosato del petalo della rosa, abbina al profumo di ciliegia marasca, la rosa, la pesca nettarina e il succo di arancio. Tono acido con energia rinfrescante e sapida, insaporito dalla succosità del lampone fresco e da retro aroma di erbe aromatiche. 88/100. Molti vedono nella versione rosato la vera dimensione del bobal, con un profumo e una combinazione di sapori destinata ad accattivarsi l’attenzione dei nuovi consumatori, i millennials.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)