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lunedì 17 agosto 2015 16:30:00

Certo i nomi Breuil, Juillac e du Sable non passeranno inosservati ai cultori del rosso del Bordeaux: la Jaille du Breuil lambisce Château Lafite Rothschild, il Ruisseau de Juillac sfiora Baron Pichon-Longueville, mentre il Ruisseau du Sable tocca Margaux. Questi corsi d’acqua sono i responsabili, in positivo, del magico regime idrico del Médoc. Ciò ci dà spunto, vista la somiglianza enologica, per analizzare i corsi d’acqua del Bolgherese, come il Fosso della Carestia Vecchia a sud di Bolgheri, il Fosso dell’Acqua Calda a sud di Donoratico e poi c’è la Fossa di Bolgheri: il corso d’acqua più lungo (12 km) e con maggior portata della zona. Anche questi ruscelletti, o presunti tali, sembrano imprescindibilmente legati al regime idrico del territorio e a differenza di quelli del Médoc si gettano direttamente in mare. Prima che scoppiasse una viticoltura d’eccellenza i mulini furono partecipi dell’economia agricola e un’azienda di Castagneto Carducci, sorta nel 2002, ha preso quell’eredità chiamandosi Mulini di Segalari e facendo di un mulino restaurato la propria cantina.

C’è un’affinità “idrica” tra l’azienda e il Médoc, ma ce ne è una anche ampelografica perché troviamo coltivazione di cabernet sauvignon, merlot, petit verdot e quel syrah che prima del 1900 colorava qualche rosso bordolese destinato al mercato estero.

In degustazione il vino Bolgheri DOC “Confini del Bosco” 2012 Az. Mulini di Segalari, coniuga nella semplicità e nella genuinità Bolgheri al Médoc. Miscela di merlot 50%, cabernet sauvignon 30%, petit verdot 15% e il resto un q.b. di syrah. Ecco il suo percorso: acciaio, rimontaggio più délestage, maturazione in botti di rovere grandi (13-15 mesi), poi vetro (qualche mese) e poi bicchiere da degustazione per presentarsi ben colorato di intenso rubino, con anello di spessore dalla tinta ciliegia di pelle scura. Anche l’olfatto è dominato, nell’immediatezza del momento, da un fruttato che ricorda la ciliegia matura, poi ribes nero, sfumante erbaceo, un po’ di macchia mediterranea per confondersi con ripensamento balsamico. Sorseggiandolo fluisce un volume liquido con una consistenza tannico/alcolico (13,5% vol.) già in giovanile equilibrio, mostra carattere d’immediatezza di beva (grazie al merlot) e un finale dal ghiotto flavor di frutta alle spezie. Bene con gli arrosti di carne rossa, con la groppa di vitello alla griglia e con la tagliata di mucco pisano.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)