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giovedì 26 settembre 2013 17:45:00

Non si tratta di un annuncio diffuso nella sala d’aspetto di un qualsiasi aeroporto destinato a suscitare mormorii di disapprovazione tra gli utenti in attesa da qualche ora; è tutt’altra cosa e di sicuro, per taluni, anche ben accetta.

C’è una vendemmia in ritardo di due settimane sulla media, solo il 24 settembre si potrà ufficialmente iniziare a raccogliere i frutti della vita di quest’annata pericolosamente controversa e sfortunata per le ripetute grandinate.

Il Pinot noir della Côte de Bar sarà raccolto da subito, mentre la Valle della Marne dovrà attendere il 25 di settembre.

La partenza ufficiale della vendemmia è stabilita ogni anno dal CIVC, e questo non significa che ci sia l’obbligo a vendemmiare da quel giorno, le aziende dovranno fare i loro controlli in vigna per stabilire se le loro uve hanno conseguito la maturazione tecnologica che più si addice alle cuvée che hanno intenzione di comporre con questa vendemmia.

I tecnici prevedono che le aziende potrebbero slittare nella partenza fin quasi agli ultimi giorni di settembre, per beneficiare in pieno di una situazione climatica che si attende molto favorevole.

Anche se la partenza del ciclo vegetativo annuale era sorto sotto i poco favorevoli auspici del freddo e della pioggia, il proseguo del ciclo s’è assestato per il meglio e i pericoli per i vigneti non sono stati pressanti.

Alcuni addetti hanno già dichiarato che il ritardo non ha compromesso la qualità dell’acino e quindi del vino; anche perché in passato ci sono state vendemmie tardive che hanno prodotto grandissimi vini.

Per esempio quest’anno il prezioso Noir di Aÿ sarà vendemmiato a partire dal 30 settembre, mentre a Sillery (23 km di distanza) la partenza è fissata per il 5 ottobre.

Qualcuno ha azzardato che la vendemmia 2013 in Champagne potrebbe avere tutte le potenzialità per emulare la strepitosa 1996, o quantomeno avvicinarsi alla meravigliosa annata 2002 dello Chardonnay.

Molto dipenderà da quest’ultimo segmento di maturazione, che se non si disarticolerà climaticamente dovrebbe (il condizionale è di rigore) garantire un potenziale di acidità naturalmente sano e una controparte zuccherina che eviterebbe interventi un po’ invasivi in cantina.

Se così sarà, il vino base 2013 avrà eleganza e potenza da regalare alle precedenti (e future) vendemmie, per cui si potrebbe assistere tra due/tre anni a cuvée multi millesimate con un’acidità sapida, anziché asprina, e un potenziale di resistenza in vetro superiore a quello delle cuvée degli anni scorsi. Anche i millesimati dovrebbero garantire uno standard superiore alla media e i rosati una complessità meno neutra di certi esempi enologici degli ultimi due anni.

La curiosità potrà essere soddisfatta a partire dal 1/1/2016.

Infine due dati di cronaca storica. La vendemmia più precoce in Champagne è avvenuta l’1/9/1854, mentre la più tardiva il 7/11/1869 nei vigneti del comune Grand Cru du Cramant.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)