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giovedì 29 ottobre 2015 12:00:00

L’assemblage è una operazione strategicamente preziosa nell’elaborazione della cuvée da destinare alla presa di spuma, la cui invenzione ed elaborazione può essere pacificamente assegnata alla creatività degli chef de cave della Champagne.

Tra le ultime intuitive innovazioni di miscelazione tra vin de réserve e l’ultima annata c’è il  sistema “solera” o “perpétuel”, che consiste in una miscelazione dinamica di vini multi annata, una  volta composta la cuvée per inviare alla presa di spuma, una parte viene tolta per essere poi riutilizzata nella miscelazione nelle elaborazioni degli anni  a venire. Per la cronaca un inventore riconosciuto è Anselme Selosse un po’ di lustri fa.

Abbiamo fatto una comparazione tra due vigneron che adottano questo stile, J-M Sélèque di Pierry e James Pouillon a Mareuil-sur-Ay.

James Pouillon fa uno Champagne Brut Premier Cru chiamato Solera. È un mix di chardonnay 25% e pinot noir 25%, poi tutto il resto sono vin de réserve,  una cuvée che miscela tutte le annate dal 1997 al 2005, poiché l’ultima annata è il 2006.

Va sul colore dorato, però luccicante. Ha una sintonia olfattiva delicatamente controllata in ossidazione, con molta pasticceria, frutta candita, bon bon inglesi, fiori gialli, spezie dolci, marmellata d’arancia e ricordo di tisana. Il volume gassoso si scioglie totalmente nella sapidità, la consistenza gustativa si fa sottile e saporitissima, con lungo finale di mango e papaia a effetto cremoso, quasi spalmato su pan brioche. 90/100.

Jean Marc Sélèque fa il suo Brut Tradition con 50% di chardonnay, 45% di meunier e 5% di pinot nero, rispetto a Pouillon (che fa 100% inox), Sélèque sfrutta il legno per il 15% e attiva e completa la malolattica per incrementare la setosità gustativa. Il 50% della cuvée è composta da vin de réserve allevati in legno e assoggettati alla dinamicità vendemmiale del sistema solera, che lui chiama (giustamente) resérve perpétuelle. La base è per il 50% del 2012, il restante è réserve. Ha tinta oro. I profumi sfiorano il terziario nella completezza più fine: spezie dolci, pan di spagna profumato al limone, sciroppo di cedro, miele, torrone al pistacchio, anacardo, ginestra e mela cotogna in confettura. Gusto setoso, la CO2 crea un effetto voluminoso dalla consistenza di un sufflé di pera spruzzato di vaniglia, la vibrazione acida è attenuatissima e imperiosamente raffinata è la sapidità. Lungo è il suo finale di pâté d’ananas. Ha raggiunto il proprio apice evolutivo e c’è certezza di resistenza. 90/100.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)