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martedì 7 aprile 2015 10:45:00

Château Les Mauberts, chi è costui? “Ma è un Bordeaux Appellation d’Origine Protégée”,  risponde l’affabile interlocutrice, sorridendo e mostrando la medaglia d’oro ricevuta all’annuale concorso di Parigi.

Chiaramente in nostro pensiero corre già al solito vino impataccato per dovere istituzionale, un vino che certamente non si inserirà nella classifica di Parker, di Decanter, etc. etc. E ci chiediamo anche il perché di certa reiterata sudditanza ai punteggi, di per sé non solo francese, a dire il vero!

La denominazione Bordeaux produce il 25% del vino AOP di Francia e si estende quasi in tutto il dipartimento della Gironda. Eppure quando si parla di Bordeaux, non c’è sommelier che non pensi agli Château e alla famigerata classificazione del 1855, una gerarchizzazione piramidale costruita anti ingegneristica dall’alto verso il basso.

Se dovessimo fare un paragone sulla capacità di fare qualità in un ampio territorio come quello che fluttua tra Garonna, Dordogna e l’estuario, il pensiero potrebbe correre al Chianti o al Chianti Classico. In tutte queste situazioni la qualità del vino dipende dal talento del produttore e dalla scelte delle uve.

La denominazione Bordeaux AOP produce 400 milioni di bottiglie di vino rosso, avvalendosi dei vitigni Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec, Carmenère e Petit Verdot.

Tutta la diffidenza possibile e immaginabile e anche un po’ di preconcetti s’erano inseriti nel nostro pensiero prima dell’assaggio, e questo è da considerare sempre un errore per il degustatore. Sentenza già scritta: pollice giù!

2012 Château Les Mauberts è un mix di uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, gradi 13,5%. Rubino compatto con riflessi porpora/buccia di ciliegia. “Dominerà il Merlot?” ci domandiamo. Profumo intenso, complesso, fine. “Fermi tutti c’è qualche altra cosa che la scolastica griglia di degustazione, c’è un blend ben dosato, c’è della classe in questo profumo”, sussurrano più voci.

Si riparte dal profumo. Frutti rossi freschissimi e abbondanti, peperone verde dolce, pepe verde e un ben dosato mix di cannella, chiodo di garofano e cioccolato fondente, s’affievolisce il tutto con un po’ di vaniglia e violetta di Flavigny. Sorso robusto, tannico e caldo; un tannino dall’avvolgenza setosa, vellutata, sapidamente succosa; tutto è in equilibrio con se stesso, ciò che è morbidezza lo è fino in fondo e ciò che è durezza la rispetta senza rinunciare a far sentire la sua entità.

Molto gradevole è il finale di bocca, con una lunga permanenza di gusto di ciliegia e di pepe nero, a dar tono e sostegno al ricordo gusto olfattivo.

Ci ha sorpreso moltissimo lo Château Les Mauberts 2012, anzi ci ha fregati; lo pensavamo il solito anonimo rosso girondino, tutto chiacchiere e distintivo (Bordeaux appunto), invece ci ha piazzato un uppercut organolettico che ci ha sbalzato fuori dal ring. Ha vinto sulla nostra diffidenza e sul pregiudizio, s’è mostrato un vino al top della sua categoria, forse anche di più.

S’è portato a casa un 92/100 al prezzo di 6,95 franchi svizzeri. Morale: ogni vino va analizzato, degustato e valutato all’interno della propria categoria.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)