Statistiche

  • Interventi (1563)
  • Commenti (0)

Archivi

giovedì 22 febbraio 2018 09:00:00

In teoria il nome corretto sarebbe Pyeongchang, ma in Corea del Sud hanno preferito evitare confusioni: troppo simile, per i non coreani, a quella Pyongyang capitale del Nord con la quale i rapporti sono in fase di timido sbrinamento. PyeongChang dunque: una maiuscola in più che è già un confine. Sempre meglio, certo, di un incidente diplomatico. E di incidenti, il comitato delle Olimpiadi invernali e delle Olimpiadi invernali paralimpiche non vuole saperne.

Gli alcolici, come prevedibile, sono banditi dal novero degli sponsor, perché incompatibili con gli ideali olimpici e con lo spirito dei giochi; dal novero dei diffidati, però, sono esentati la birra e il vino, forse perché più compatibili con l'idea alimentare. Il vino italiano non ha certo perso tempo, e la famiglia Lunelli è ben presente ai Giochi, ospite nella sede unica degli azzurri, Casa Italia, sia nella veste di fornitore ufficiale, attraverso il brand Tenute Lunelli, sia nella prestigiosa veste di partner ufficiale, tramite il brand Ferrari, ancora una volta bollicina ufficiale della delegazione italiana dopo Vancouver 2010 e Sochi 2014. Oltre al freddo trentino, però, c'è un po' del calore continentale del beneventano a scaldare le guance degli atleti: tra i fornitori ufficiali, infatti, compare il Consorzio dei vini del Sannio, assieme alle cantine Il PoggioLa Guardiense Vigne Sannite.

Agli atleti sarà forse consentito berli al termine delle gare, anche se c'è chi un bicchiere di rosso lo beve volentieri anche la sera prima della gara: è il caso della canadese Cheryl Bernard, l'atleta più anziana dei Giochi. Due volte medaglia d'argento di curling, dopo essersi ritirata dalle competizioni per intraprendere il ruolo di commentatrice televisiva, è tornata a gareggiare per i giochi coreani. 51 anni invisibili, grazie, forse, anche al bicchiere di rosso quotidiano? Di certo in Canada curling e vino si prendono molto seriamente, se è vero che solo pochi anni fa, a Vernon, l'organismo di governo del curling della Columbia Britannica discuteva su quale cristalleria da vino fosse più adeguata per i club sportivi della provincia. L'altra area francofona, quella di Francia, intanto ha già festeggiato a spruzzi di Champagne Mumm Cordon Rouge il podio della combinata alpina, in cui Alexis Pinturault e Victor Muffat-Jeandet hanno conquistato, rispettivamente, l'argento e il bronzo.

Sauvignon della neozelandese Oyster Bay per Adam Rippon, come racconta ai giornali. Il campione di pattinaggio di figura è l'icona del momento per migliaia di statunitensi: secondo atleta americano dichiaratamente gay, simpatico e spigliato, ha conquistato gli spettatori con le sue dichiarazioni contro il vicepresidente Mike Pence, accompagnatore per gli Stati Uniti alla cerimonia di apertura. Il conterraneo Torin Yater-Wallace, campione di sci acrobatico specializzato nella disciplina dell'half-pipe, già medaglia d'oro in Corea, oltre a berlo, col vino avrebbe potuto costruirsi un futuro: suo padre, Ronald Wallace, è stato un importante commerciante di vini di altissima gamma ad Aspen, in Colorado. Purtroppo la compagnia ha patteggiato undici milioni di dollari di multa dieci anni fa: la Rare Fine Wines LLC faceva affari truffando con il vecchio schema Ponzi.

Se quel vino è ormai diventato aceto, c'è chi con l'aceto, quello balsamico tradizionale di Reggio Emilia, ha dichiarato ai giornali di voler vivere, una volta appesi gli sci al chiodo. Si tratta di Giuliano Razzoli, reggiano, specialista di slalom speciale. Già medaglia d'oro a Vancouver 2010, quest'anno non convocato, e quindi non qualificato, ha cominciato da tempo a ristrutturare l'acetaia del nonno, a Razzolo, una frazione di Villa Minozzo. A qualificarsi a pieni voti, invece, l'Italia del cibo: a PyeongChang 2018tra i menu previsti, ce n'è uno tutto italiano. Accanto alle tipologie Insalata, Asiatico, Mondo, Coreano, Ḥalāl e  Kosher, il cibo di casa nostra il podio sembra averlo già conquistato. Sarà previsto anche un bicchierino? 

Gherardo Fabretti

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)