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venerdì 30 ottobre 2015 10:00:00

Clos Rougeard ebbe la nostra attenzione già nel mese di settembre del 2014; quella volta raccontammo le gesta del Saumur-Champigny (cabernet franc), adesso non resta che celebrare il raro chenin blanc.

Lo chenin, o pineau de la Loire, è un vitigno che nella Valle della Loira dà vini singolarmente raffinati, però non inclini a voler sostare a lungo in vetro, forse perché così lo interpretano i vigneron del luogo, molto propensi a offrilo con uno spirito giovanile.

I vignaioli Foucault non lo interpretano in quel modo, tanto che lo maturano in barrique e cercano di dargli una personalità “conflittuale”, ma non ostile, alla Loira style.

Clos Rougeard 2007 Saumur AOC, Brézé, è una sorpresissima in tutto. Il liquido scivola nel bevante con colore oro chiaro, brillante. Il profumo trattiene a sé una parte di fruttato maturo: pesca, susina e pera cotogna; il tutto accompagnato da un tono balsamico e di garrigue. Molto riconoscibili sono i sentori di nocciolina e di burro fuso, tanto che la memoria sbanda verso un’affinità Meursault, e questo ci inquieta gradevolmente. Al palato il vino ha già raggiunto il suo equilibrio, s’alternano stimoli gustativi da sostanze minerali e da alcool, ha volume liquido con consistenza non strutturata ma piena di eleganza, e raffina un finale di bocca molto stimolante nei ricordi dei fiori di camomilla. Ha pienezza di velluto ed essenzialità sapida. Nel perdere la sua indole chenin blanc si è anche dimensionato in un’identità estranea alla Loira, e di questo plaudiamo all’intuizione enologica di Nady e Charly che hanno catapultato il Brézé nell’Olimpo.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)