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mercoledì 11 luglio 2018 08:30:00

Tra Albertville e Chambery, in una quasi conca protetta dai venti del nord dai contrafforti del Montmelian e dal Francin, s’estendono i vigneti della AOC Chignin-Bergeron. Il suolo è dell’era giurassica, con calcare e marne nere nel sottosuolo, mentre la superficie è arredata da ciottoli, ghiaione e pietrisco calcareo. Le migliori esposizioni guardano a sud, le pendenze ottimali oscillano tra il 30 e il 50%. Un’arrampicata.

Siamo, come avrete intuito, nella Savoia, areale viticolo tra i più affascinanti e in ascesa di Francia. Il nostro interesse è stato catturato da un vino fatto con solo uva roussanne, il Vin de Savoie AOP, Chignin-Bergeron, Cuvée Les Fripons”, gradazione 12,5% vol, annata 2013, imbottigliato nell’aprile del 2014.

La naturalità e la purezza paesaggistica ha quasi obbligato i vigneron a dedicarsi alla viticoltura naturale, in modo da spezzettare e spezzettarsi in microcosmi di sensorialità gusto-olfattive straordinariamente distinte in personalità.

La Cuvée “Les Fripons” 2013 ha già la veste dorata, seppur molto lucidata. Il bagaglio odoroso è limitato, meglio dire timido, giusto un immediato stimolo di pesca gialla e nespola matura, d’erbette aromatiche e pepe bianco. Ciò che non si trova al profumo si triplica al gusto, potente nell’eleganza, micidiale in sapidità, consistente nella liquidità, arrogante e dispettoso nella persistenza aromatica intensa. Un sorso tira l’altro scorrendo al di sopra di una materialità salina,  mineraleggiante e profondamente sostanziosa, tanto che la sua gustosità è impeccabile e nel finale c’è quel finissimo pizzicore gioviale, ancora di raffinato pepe bianco.

Un vino che al palato lentamente cresce di sostanza saporifera, riempiendo di se stesso ogni angolo organolettico del racconto.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)