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martedì 5 marzo 2013 17:15:00

Dopo la prima doc, del 1 marzo 2013, troviamo ancora in prima linea la Cina enoica, che sembra muoversi come gli attuali grandi territori del vino quando dovevano soddisfare le proprie esigenze commerciali.

Per la prima volta la nazione del fiume giallo sarà presente alla mostra LIWF, London International Wine Fair, che si terrà a Londra nel prossimo mese di maggio, dal 20 al 22.

Sarà lo Château Hansen (di chiara filosofia francesizzante) a presentarsi agli enofili delle Docklands del Tamigi.

Château Hansen iniziò la sua avventura nel 1980, quando la famiglia Han ne concretizzò la fondazione a Wuhai. La zona si trova nella parte sud del deserto dei Gobi e i vigneti si estendono del 450ha ad una altitudine di 1.500 metri slm, dove la valle del fiume Giallo separa i deserti di Kubuqi e Wulanbuhe.

Il clima è secco e caldo, con drastiche escursioni termiche, un’illuminazione solare potentissima e un lungo periodo di freddo siberiano, tanto che in inverno le viti devono essere sepolte.

L’azienda si fa vanto di essere in un territorio lontano dall’inquinamento e nei vigneti non sono state trovate tracce di infezioni e di insetti o parassiti nocivi alla vite. Le piante sono quindi trattate senza fertilizzanti, pesticidi, fungicidi e erbicidi. Questo ha consentito la certificazione China AA per il cibo organico e green.

Al prossimo LIWF sarà presentato il vino Côtes du Fleuve Jaune du Désert de Gobi, un nome che è tutto un programma e che ci porta direttamente al Milione di Marco Polo.

Il vino è un blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Gernischt, Cabernet Franc e Merlot, è stato allevato in barrique di legno francese per 16 mesi, e il 30% di legno nuovo.

Bruno Paumard che cura la produzione dello Château Hansen ne parla con entusiasmo, puntando molto sull’eccentricità organolettica del vitigno simbolo Cina, quel Cabernert Gernischt capace di offrire al vino un corredo aromatico di intensa espressione speziata, sia di pepe verde, che di pepe nero, e finanche di peperone a buccola.

Attendiamo notizie da tutti i sommelier che frequenteranno il  prossimo LIWF.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)