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giovedì 18 luglio 2013 10:15:00

Niente a che vedere con la famosissima sitcom americana che ha imperversato per dieci anni sul canale NBC, è solo un’altra ondata di eccentricità enologica di quest’estate ormai molto canicolare.

Dopo il vino alla Cola, il Popcorn al vino, il Durian che si fa vino, arriva una nuova serie di vino in lattina: the Friends Fun Wine in A Can Collection.

Il vino (la bevanda) è elaborato nel Sud della Francia (Linguadoca) e si presenta dotato di un basso contenuto alcolico (6%), di un abbigliamento giovanile e colorato, sfruttando il concetto dell’“easy to drink”.

Sangria e Moscato sono stati i prodotti lanciati al pubblico lo scorso 14 luglio. L’innovativa industria Friends Beverage Groups (così ama etichettarsi) definisce il prodotto come un vino innovativo e divertente e dopo le pre prove di inizio anno in Florida e in Texas, si appresta a sbarcare nella grande mela il prossimo settembre.

Friends è da considerarsi una bevanda per ogni giorno, per tutti coloro che apprezzano il vino e la birra e che sono attirati dai nuovi gusti. Friends ha una mission: fondere lo stile europeo e il pensiero del bere americano, per sviluppare un consumo che vada oltre al bottiglia e abbinare il vino in lattina con le esperienze più stuzzicanti, non solo pensando al cibo.

Ma vediamo il gusto. Il Moscato porta con se i gusti della pesca e della fragola, la Sangria si trova in versione bianca e rossa, entrambi sono miscelate con agrumi e piccoli frutti rossi e bianchi per addizionarvi un aroma e un appeal gusto olfattivo del tutto particolare.

Il progetto non si ferma qui: sono previste uscite anche più seriose, tipo un blend di Cabernet- Merlot e uno di Sauvignon-Chardonnay, questa volta con 12% di alcool.

Non sono di certo stati i primi a tentare questa via, il Prosecco nel 2006 uscì con Rich Prosecco e con l’icona sexy Paris Hilton come madrina; e pur con le polemiche che si crearono, visto il successo odierno del Prosecco (quasi worldwide), dire che sia stata una “trovata” da autogol è difficile da sostenere. C’è anche lo Scotch Whisky in lattina, un single grain scozzese affinato 3 anni (però non in lattina), è entrato in commercio agli inizi del 2012 con contrastati pareri di opportunità commerciale e affidabilità qualitativa, però il prodotto è ancora sul mercato e si fa onore.

Non è di certo possibile credere oggi in un futuro in cui l’Amarone, il Taurasi, il Brunello o uno Chambolle-Musigny  siano “incannati” (cioè messi in lattina, da can = lattina), però il mondo sta diventando lentamente e inesorabilmente così strano e stravagante, che forse porre dei limiti potrebbe alla fine limitare troppo, o no?

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)