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venerdì 29 agosto 2014 16:30:00

“Cru” nel vino è un francesismo il cui iniziale significato non può discostarsi dall’essere il participio passato del verso crescere e in italiano lo si dovrebbe tradurre cresciuto. Il mondo del vino ha da tempo adottato questa parola per esprimere un’eccellenza, che trova identità nel designare un vigneto conosciuto per la sua propensione a produrre grandi vini. Va da sé che il termine non garantisce assolutamente una qualità di pari livello, così troveremo un vino Grand Cru anche d’accettabile qualità, accade in Champagne, oppure una vera e propria cuspide enologica, come nel caso della Borgogna.

Griotte-Chambertin ne è l’emblema.  2 ha 69 a 18 ca è l’estensione del vigneto.  E che nessuno si faccia ingannare da strani narratori del vino: Griotte non c’entra con ciliegia marasca, ma deriva da “Criotte”, diminutivo di Crai, che poi altro non è che un termine che identifica un agglomerato di pietre posto in cima a uno strato di argilla: tipo panna montata sulla cioccolata.

Griotte-Chambertin Grand Cru 2011 della Maison Roche de Bellene è una versione onirica dell’espressione vino. Seppur ineccepibile al colore, viene da pensare che certi colori, carminio, rubicondo, vermiglio, scintillante e balenante come un stoccata di fioretto li possa avere solo il pinot noir della Côte. Prima o poi dovremo farcene una ragione.

C’è del flusso odoroso nell’immacolato bevante, non c’è bisogno di muoverlo è già lì, o forse là, anzi è sopra e sotto: è nell’atmosfera. Minkowski fece un’analisi fenomenica dell’odore e giunse alla conclusione che “percependo un odore prendiamo parte all’atmosfera”. Tutto ciò è straordinario, e in questo vino la straordinarietà olfattiva lo è di nome e di fatto, perché non bastano i consueti minuti per raccogliere le sue offerte, c’è da fare gli straordinari. La sua personalità olfattiva è l’essenza dell’inutile intuizione di comprenderla, c’è tutto dentro, dall’ambiguo fruttato alla bellezza floreale, dal sorprendente minerale al conquistante speziato: in altre parole c’è della femmina in questo profumo. Che sia tutta un’illusione olfattiva tipicamente maschile?

Ma si va avanti e s’assaggia. È piena crisi gustativa. Il vino è ricco e intenso e tu miserevolmente incline alla piattezza; ha la carezzevolezza di un taffetà e tu rude cartavetrato; c’è la sensibilità dell’artista e del poeta nella bilanciata struttura acido/tannico/morbida e tu inciampi al primo mutismo estetico.

È Apoteósico, con la a maiuscola, concediamoglielo!

È un Griotte-Chambertin, questo della Maison Roche de Bellene, prodotto in 690 bottiglie. L’uva fu vendemmiata il 9 settembre 2011,  fu fermentato con soli lieviti indigeni, malolattica tutta svolta, affinato in barrique nuove, non filtrato e messo in bottiglia l’8 aprile 2013. Prezzo?… Non ce lo hanno detto. Morale della favola? Speriamo che ci ritocchi!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)