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mercoledì 17 giugno 2015 16:30:00

Chi ha avuto occasione di entrare in una rivendita di riviste in Francia avrà notato che ci sono molte pubblicazioni che si interessano al vino e al cibo.

Alcune sono a dimensione locale, tipo Borgogna o Sud-Ouest, altre hanno diffusione nazionale.

Se entriamo in una rivendita in Italia il raffronto si fa preoccupante, bisogna essere esperti nella caccia al tesoro per rintracciarne qualcuna, per cui veniamo spesso presi da un senso di sconforto.

Poi c’è il mondo degli abbonamenti e di quelle riviste che giungono gratuitamente ai professionisti del settore perché aiutate da inserzioni pubblicitarie purtroppo sempre meno frequenti: e meno male che ci sono! I numeri sono purtroppo costantemente in pericolo.

Eppure scrivere e divulgare il vino dovrebbe essere considerata una priorità in Italia, visto il volume di affari che produce, i posti di lavoro che procura, l’appeal che ha sul mercato italiano e internazionale, non ultimo il valore simbolico che riveste per la civiltà dell’Italia, e infine è un vero made in Italy.

La nostra riflessione nasce da un dato prodotto da un’indagine in Francia, che in fatto di informazione di settore è un po’ più avanti. Giusto per chiarire eccovi alcuni dati.

Cuisine et Vins de France stacca ha dichiara 146.000 copie.

Revue de Vin de France si posiziona su 30.000.

Gault et Millau ne fa 25.700.

Le Vigneron ne annuncia 18.000.

Terre de Vins si attesta a 14.200.

L’Amateur de Vins & Spiritueux ne annuncia 35.000, ma non c’è conferma diretta.

Bourgogne d’Aujourd’hui dichiara una tiratura di 25.000 copie, però anche qui non c’è riscontro.

La lettura ci riempie di un senso di contentezza, e di un po’ d’invidia, verso i lettori transalpini, poi gettando l’occhio in Italia ci viene da dire: peccato!

Noi però crediamo che ci sia ancora una certa fame per la notizia su carta, quella che va sorbita con la calma di chi vuole leggere tra le righe, di chi cerca in quegli attimi di riflessione la sostanza di un’informazione da confrontare con le proprie opinioni, una notizia che non vuole essere scoop e/o gossip, ma un ritorno al pensare, una notizia che non si brucia nel lasso temporale tra un’uscita e l’altra o nel tempo di scorrimento delle pagine sul web.

L’Associazione Italiana Sommelier ha deciso di affidarsi alle notizie scritte con l’inchiostro, anche con degli appunti scritti con il  lapis sul taccuino.

Prima di scegliere  l’opzione  cartacea abbiamo fatto alcune ricerche  sui mercati dell’informazione negli altri paesi del vino, e abbiamo appurato che  in Spagna, in Inghilterra, poi in Nuova Zelanda, in Australia e negli Usa sono presenti autorevoli pubblicazioni in materia, per cui perché no!

L’Associazione Italiana Sommelier con la Rivista VITAE e una tiratura di 30.000 copie, confrontando il tutto con i dati francesi, è presa da un sentimento di compiacimento perché siamo al top.

Però  l’Associazione Italiana Sommelier non si attesta su una tiratura certa di 30.000 copie, perché ci sono anche le realtà territoriali che pubblicano una propria rivista, per cui il computo finale di tutte le tirature crea il GRUPPO EDITORIALE AIS, dalle dimensioni molto interessanti: l’insieme delle tirature medie, conti alla mano, si attesta intorno alle 45.000 a uscita. A ciò dobbiamo anche aggiungere VITAE LA GUIDA VINI, ma questa è un’altra bella storia.

Questi numeri spostano l’Associazione Italiana Sommelier in una dimensione molto spettacolare, che è editoriale, ma è di più: è culturale. Le opinioni, i racconti e le degustazioni dei nostri sommelier riportate nelle riviste, sono innegabilmente il segno professionale di una presenza culturale ad ampio raggio, capace di raccontare il piccolo e il grande, raggiungendo direttamente il fruitore della notizia.

Francis Bacon scrisse: non leggete per contraddire e confutare, né per credere e accettar per concesso, non per trovar argomenti di ciarle e di conversazione, ma per pesare e valutare.

Noi ci sentiamo di avvalorare in pieno la sua affermazione.

AIS Staff Writer

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)