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lunedì 24 giugno 2013 14:30:00

Vinexpo a Bordeaux ha chiuso le serrande e subito è rimbalzata nel mondo una notizia: il tappo a vite ha finito di vivere!

L’Associazione Italiana Sommelier festeggerà nel 2015 i suoi primi cinquanta anni e di discorsi, progettualizzazioni, boom mediatici, e chi più ne ha più ne metta, nel mondo e nel modo di condizionare la bottiglia ne ha sentiti e visti passare un’infinità.

Molti ne hanno già parlato del tappo Helix, anche se il lancio è di qualche giorno fa, noi ci accodiamo volentieri, ma un qualche distinguo lo inseriremo.

Tutto nasce dalla sinergia produttiva di Amorin (nel mondo il più grande produttore di sughero) e O-I (produttore al top di bottiglie di vetro e di altro per contenere), i quali si sono dati per quattro anni per ricercare una nuova via al packagin del vino.

«Un’invenzione straordinaria», l’ha definita il vice presedente di O-I, il flemmatico François Pierriot.

Helix è il nome del nuovo nato: è un tappo di sughero a vite e dovrà essere inserito in un collo di bottiglia realizzato per poterlo accogliere, quindi avrà nel suo interno delle guide in cui si avviterà il sughero “elicoidale”.

Il tutto sembra combinarsi con un altrettanto rigoroso studio per superare l’inghippo del TCA. I geni del sughero affermano di aver fatto infinite prove, che poi dichiarano essere di 26 mesi (ma sono sufficienti, ci viene da chiedere? Ndr), oltre a ciò hanno creato anche un trattamento di invecchiamento veloce del vino, conservandolo a 35°C per 30 giorni (sta a vedere che s’è ossidato! Ndr)

La cosa interessante e un po’ curiosa è che le due aziende hanno svolto diverse ricerche di mercato, tra UE, USA e Cina, chiedendo cosa volevano i consumatori: la risposta è stata che volevamo un nuovo tipo d’imballaggio, amico dell’ambiente e nobile al tempo stesso. (Se qualcuno è stato intervistato ce lo faccia sapere. Ndr)

Sempre in merito a questo aspetto sappiate che questi sugheri, sulla cui praticità di estrazione e di reinserimento, sull’affidabilità e sul resto niente abbiamo da eccepire, così come non eccepiamo sulla chiusura in vetro e su quella a vite.

Dicevamo in merito al tappo Helix, sappiate che è destinato a chiudere vini che si posizioneranno sul mercato tra i 6 e gli 11 euro, che al momento risultano essere quelli più richiesti da quei consumatori a cui è stata rivolta la famosa domanda di cui sopra.

Tra i pregi di Helix c’è quello  che non ha bisogno del cavatappi (dicono loro), noi diciamo che anche quello in vetro e in quello stelvin non ne ha bisogno, poi ci sarebbe già un tappo di sughero che non ha bisogno del cavatappi ed è quello degli sparkling wines.

A detta di Carlos de Jesus, direttore Comunicazione e Marketing di Amorim, questo Helix consentirà tra l’altro di mantenere la possibilità di far quel caratteristico rumore all’apertura del tappo, che l’indagine ha evidenziato avere appeal superiore di quello che ci potremmo immaginare.

«L’altra cosa che viene associata a questa innovante chiusura, pur rivoluzionaria,  è che non rinuncia al consolidato binomio vetro-sughero, da secoli associato al vino di qualità», così parla ancora Pierrot.

Amorin e O-I si attendono un exploit che li porterà a conquistare il 35% del mercato, con la speranza che il mercato che conquisteranno non sia già quello in cui sono posizionati.

Comunque l’idea è di certo interessante, staremo a vedere gli sviluppi, senza l’ansia da prestazione.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)